Impossibile normalizzare Napoli, insomma. Anche nella prima fase,
si era rimasti stupiti dall’osservanza delle leggi e delle misure di sicurezza. “E che dovevamo fare, uscire per prendere le multe ed essere arrestati?”. Nella città delle lacrime di Maradona imbottigliate e delle cinture di sicurezza disegnate sulle magliette ci si aspettava però qualche guizzo di fantasia, e invece tutti erano stranamente ligi, tutti i ristoranti con le loro autodichiarazioni e i disinfettanti; e anche l’estate scorsa, nell’estate in cui tanti edonisticamente si son buttati sugli assembramenti poco giudiziosi, a Napoli si notava una fortissima ambiguità tra la voglia di rifarsi dei mesi passati quasi incarcerati, e il timore di cosa sarebbe successo. Del resto Napoli è città delle pestilenze, degli infiniti contagi, col colera che dal Cinquecento decide il piano regolatore, “e con la presenza della morte, costante, col Vesuvio lì accanto”. “E Pompei, simbolo della natura mica tanto benigna:
a Napoli del resto c’è anche la tomba di Giacomo Leopardi”. Ma oltre al giovane favoloso e al morto in corsia c’è un altro morto esemplare, poveretto, uno sportivo, addirittura un campione di body building. “Pompei sotto choc”, titolano i siti. Salvatore Solimeno, quarantacinquenne di Pompei, nutrizionista e body builder, è morto al Fatebenefratelli. Come il paziente zero di Codogno, in una specie di nemesi, proprio lì, a Pompei. Secondo il presidente della Federazione Italiana dei Medici di Medicina Generale (Fimmg), Silvestro Scotti,
la Campania “ha caratteristiche molto peculiari rispetto al panorama italiano, è la regione con l'età media più bassa d'Italia”. “Chissà se è vero, statisticamente”, dice De Silva. “Ma di nuovo, ecco l’eccezione napoletana”. “Napoli postmoderna e arcaica insieme. Come in Sicilia, ma Napoli ancora di più: non a caso produce tanta letteratura, i registi, gli attori. E la commedia dell’arte. Tra zona gialla e arancione e rossa si insinua poi San Gennaro, che a settembre ha fatto il miracolo. E un personaggio come De Luca, che pur non essendo napoletano ma salernitano ha tempi teatrali e ritmo da perfetta commedia di Eduardo”. E De Magistris:
“c’è un giallo Campania”, ha detto a Skytg 24, non si capisce se intendendo il colore o il mistero, nella città in cui nulla è veramente misurabile.