Oggi il core business di Rep. non è più la politica: è il calcio

Maurizio Molinari (LaPresse)
E invece scivolare anche solo un gradino sotto, fosse pure per un centimetro di fuorigioco visto (o non visto) dal Var, può fare la differenza. Un tempo per l’Avvocato la Vecchia Signora era la corona pop di un potere che si cibava d’altro; per il Cav. fu la porta calcistica per entrare da campione nella politica pop. E possedere giornali era instrumentum regni per la conquista di ben altri reami, o per combattere guerre di potere vere. Oggi è parte stessa del core business. Oggi tutti titoleranno su Kaiser Franz, eroe di un calcio d’altri tempi, quando si giocava persino con il braccio al collo, che è stato poi anche uomo di società e di Nazionale, e quanto contasse saper gestire il potere nel mondo sportivo lo sapeva assai bene. Ma se n’è andato prima di vedere il gran salto: giornali ed editori che hanno trasformato le pagine del calcio in una vitale questione di potere, fuori dal campo.
"Maurizio Crippa, vicedirettore, è nato a Milano un 27 febbraio di rondini e primavera. Era il 1961. E’ cresciuto a Monza, la sua Heimat, ma da più di vent’anni è un orgoglioso milanese metropolitano. Ha fatto il liceo classico e si è laureato in Storia del cinema, il suo primo amore. Poi ci sono gli amori di una vita: l’Inter, la montagna, Jannacci e Neil Young. Lavora nella redazione di Milano e si occupa un po’ di tutto: di politica, quando può di cultura, quando vuole di chiesa. E’ felice di avere due grandi Papi, Francesco e Benedetto. Non ha scritto libri (“perché scrivere brutti libri nuovi quando ci sono ancora tanti libri vecchi belli da leggere?”, gli ha insegnato Sandro Fusina). Insegue da tempo il sogno di saper usare i social media, ma poi grazie a Dio si ravvede.
E' responsabile della pagina settimanale del Foglio GranMilano, scrive ogni giorno Contro Mastro Ciliegia sulla prima pagina. Ha una moglie, Emilia, e due figli, Giovanni e Francesco, che non sono più bambini"

