Esteri
editoriali •
L'esercito ucraino è alle porte della Crimea e Kyiv apre ai negoziati con Mosca
L'Ucraina è più forte sul campo di battaglia e ancora una volta offre a Putin la possibilità di fermarsi
6 APR 23

Nel giro di una settimana l’Ucraina ha reso pubblico un piano del Consiglio di sicurezza in cui viene spiegato come si muoverebbe il governo di Kyiv se riuscisse a liberare la penisola di Crimea. Poi ha pubblicato una foto sui canali dell’intelligence militare con una didascalia molto esplicita: “Yalta, Crimea 2023”. Ha infine detto che quando i soldati ucraini arriveranno alle porte della Crimea, si potrà aprire un negoziato con la Russia. A fare quest’ultima affermazione è stato Andriy Sybiha, vicecapo dell’ufficio di Zelensky, in un’intervista al Financial Times. Il consigliere del presidente ucraino ha detto: “Quando saremo al confine amministrativo con la Crimea, saremo pronti ad aprire il capitolo diplomatico”. E poi ha aggiunto: “Ciò non significa che escludiamo la via della liberazione della Crimea” militarmente.
Appena iniziata l’invasione, Zelensky aveva proposto a Putin di considerare alcune zone del Donbas e la Crimea come parte di una soluzione diplomatica da risolvere in un lasso di tempo più ampio. Il presidente ucraino è stato l’unico a fare aperture negoziali, ma le ha interrotte dopo la scoperta dei crimini commessi dall’esercito russo a Bucha.
Zelensky e altri uomini a lui vicini hanno ventilato la possibilità di lanciare un’operazione per riprendere la penisola tra cinque o sette mesi, hanno fatto sapere che l’esercito è in grado di liberarla. Alcuni alleati di Kyiv hanno espresso dei dubbi sulle effettive capacità e soprattutto sugli effetti che una campagna per liberare la Crimea potrebbe avere su Putin.
L’Ucraina è quella che meglio si muove sul campo di battaglia, ha dimostrato di fare operazioni straordinarie ed è chi vince sul campo che comanda anche in diplomazia. Sybiha al Financial Times ha fatto capire che ancora una volta è Kyiv quella disposta a parlare e offre a Putin la possibilità di fermarsi. E’ da una posizione di forza che Kyiv dice alla Russia e agli alleati: la Crimea la vediamo bene, possiamo fermarci, ma non dipende soltanto da noi. Il governo di Kyiv non ha commentato le parole di Sybiha.