La sinistra lombarda all’ultima battaglia

Giorgio Gori (foto LaPresse)
I quattro convitati di domenica, e tutta l’intelligenza riformista lombarda, sanno due cose. Una, che Milano rischia di diventare una Fort Alamo in terra ostile. L’altra, che se Gori tornasse sconfitto malamente a Bergamo sarebbe una “gamba”, come si dice adesso, azzoppata anche per il futuro. Non è questione di destini personali, è un progetto politico in ballo. Ma quale? Sala pensa alla buona amministrazione di sinistra secondo il binomio “sviluppo più solidarietà”. Gori punta, nel suo programma, su un’idea di apertura: “Trovare soluzioni concrete che portino la Lombardia a confrontarsi alla pari con le grandi regioni d’Europa, non a farsi bella nella comparazione con quelle più arretrate. Non basta che Milano vada di corsa”. Con Calenda, il modello a più teste di un riformismo comunque pro market, pro diritti, del fare. Il modello che ha vinto a Milano e in alcuni capoluoghi negli anni scorsi e che ha fatto da ispirazione a Renzi. Milano, e in parte la Lombardia, ha tenuto botta il 4 dicembre. Ma è cambiato lo schema. Detto in poche parole: fino a un anno fa la sinistra poteva offrire un modello innovativo e vincente. Oggi il modello è frantumato, quello che si deve tornare a proporre è “la coalizione”.
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"Maurizio Crippa, vicedirettore, è nato a Milano un 27 febbraio di rondini e primavera. Era il 1961. E’ cresciuto a Monza, la sua Heimat, ma da più di vent’anni è un orgoglioso milanese metropolitano. Ha fatto il liceo classico e si è laureato in Storia del cinema, il suo primo amore. Poi ci sono gli amori di una vita: l’Inter, la montagna, Jannacci e Neil Young. Lavora nella redazione di Milano e si occupa un po’ di tutto: di politica, quando può di cultura, quando vuole di chiesa. E’ felice di avere due grandi Papi, Francesco e Benedetto. Non ha scritto libri (“perché scrivere brutti libri nuovi quando ci sono ancora tanti libri vecchi belli da leggere?”, gli ha insegnato Sandro Fusina). Insegue da tempo il sogno di saper usare i social media, ma poi grazie a Dio si ravvede.
E' responsabile della pagina settimanale del Foglio GranMilano, scrive ogni giorno Contro Mastro Ciliegia sulla prima pagina. Ha una moglie, Emilia, e due figli, Giovanni e Francesco, che non sono più bambini"






