“Bella ciao”, il simpatico motivetto della società aperta che irrita (ovvio) Salvini

Non è "Fischia il vento". Se la Lega è antifascista che male c’è?
5 DIC 19
Immagine di “Bella ciao”, il simpatico motivetto della società aperta che irrita (ovvio) Salvini

Paolo Gentiloni e i commissari dell'alleanza Socialisti e Democratici intonano "Bella Ciao" (screenshot da Youtube)

I ricordi cinefili a volte aiutano. Vidi in anni di liceo un (peraltro inguardabile) film di Theo Angelopoulos, “I giorni del ’36”, cupa e lenta storia di rivoluzionari comunisti nella Grecia pre dittatura di Metaxas. A un certo punto, si mettono a cantare una canzone di lotta partigiana: solo che il motivetto è quello di “Siamo andati alla caccia del leon”, canzoncina per bambini famosa negli asili italiani, almeno fino a quegli anni. Forse la canzone non è quella, forse il film neppure, forse era “La recita”: ma fa lo stesso. So che rimasi basito, o estasiato. Come una canzone dei comunisti del Pireo avesse attraversato il mare per diventare un motivetto per i bambini, nessuno può dirlo. Esattamente come nessuno sa dire dove e quando sia nata “Bella ciao”. Però “Bella ciao” ha fatto un viaggio inverso. Magari era un canto dalmata, o magari chi lo sa, può darsi che i partigiani non la cantarono, o forse sì. Ma alla fine è diventata un inno dell’antifascismo e della libertà (e siamo tutti antifascisti e per la libertà, no?). Poi è scivolata nel sentiment globale, e oggi la cantano tutti, i bambini e le sardine, i catalani e Gentiloni, come si fa alè oh-oh allo stadio: vuol dire giovinezza e fiducia, impegno e libertà. E allora, perché a Matteo Salvini dà tanto fastidio?