Per Zadie Smith il dovere di scrittrici e scrittori è "difenderci dall’imperialismo americano"“L’unica cosa sicura è la vita umana e adesso è messa in pericolo. Quando si scrive, si tende spesso a caratterizzare il nemico in maniera permanente e questo accade a volte anche nella vita reale”, dice la scrittrice inglesediGiuseppe Fantasia13 MAR 22
FACCE DISPARICettina Caliò, la poesia e l’amore per Sergio Claudio Perroni"Quando scrivo mi sembra di avere più senso, di respirare meglio", ci dice la poetessa catanese. Il linguaggio politicamente corretto? "Mi fa paura perché manifesta la stupidità di quelli che una volta si chiamavano opinion leader"diFrancesco Palmieri13 MAR 22
L'arte ucraina arriva a Roma. La mostra al Maxxi"Il Maxxi riconosce in questa guerra un'aggressione violentissima contro un paese sovrano che esige una presa di posizione netta", ci dice Giovanna Melandri, presidente del museo che ospita Ukraine: Short Stories. Contemporary artists from UkrainediGiorgio Caruso12 MAR 22
L'Occidente e ventuno cristiani“L’Europa s’ispiri ai martiri che la imbarazzano”Intervista a Martin Mosebach, l’ultimo saggista cattolico autore di un libro sui 21 giovani cristiani copti decapitati dall’Isis il 15 febbraio del 2015diGiulio Meotti12 MAR 22
il foglio del weekendI guerrieri del sognoHemingway, Orwell e gli altri foreign fighter. Ci vuole una misteriosa inclinazione per inseguire un ideale nella patria altruidiFrancesco Palmieri12 MAR 22
Se le università ora mettono un bollino anche su Ernest HemingwayIn Inghilterra studenti avvertiti che "Il vecchio e il mare" è tossico, mentre il busto di Virginia Woolf a Londra inserito nella lista neradiGiulio Meotti12 MAR 22
Il viaggio di Anthony Burgess nella proverbiale inefficienza russaLenin, filetto allo Strogonof e un Dostoevskij da star male: ecco cosa notò l'autore di Arancia meccanica quando nel 1961 soggiornò nel paesediMariarosa Mancuso12 MAR 22
Trionfo di caricaturePer lo scrittore russo, da sempre c’è un tema sterminato: l’artista e il tirannoIn Cremlino di zucchero lo scrittore Vladimir Sorokin racconta uno scenario distopico in cui la Russia è in un autoinflitto isolamento. Mosca è “un iceberg che s’allontana dall’Europa. E il futuro è imprevedibile” diceva nel 2015diMarco Archetti12 MAR 22
Perché la guerra in Ucraina è un tuffo nel NovecentoCosa ci manca per accettare la morte in guerra: un’idea, una fede, un valorediGiovanni Belardelli12 MAR 22
“Se con un russo si può trattare, con la Russia non ti metterai mai d’accordo”I negoziati spiegati con L’enciclopedia dell'anima russa, che tra gli inclassificabili libri di Erofeev è il più bello. Un testo enigmatico e molteplice e che affronta gli stereotipi e li rigenera. O forse li confermadiMarco Archetti12 MAR 22