Come terzo libro dell’estate – dopo “Serenata” di James Cain e “La valigia” di Sergej Dovlatov – il Foglio propone ai suoi lettori “Il popolo dell’abisso”, lo straordinaro reportage che il ventiseienne Jack London realizzò nel 1902 “nei bassifondi londinesi”. Per farlo, si calò in mezzo ai poveri dell’East End, a quella “gente di bassa statura e d’aspetto sordido”, fino a sembrare uno di loro.