La vita come campo di sterminio comico. E’ finita la commedia di KertészDiceva Martin Amis, capovolgendo il motto di Theodor W. Adorno in una formula altrettanto sentenziosa e in fin dei conti altrettanto falsa, che Auschwitz non ha reso impossibile la poesia ma la risata. C’è da supporre che Imre Kertész, si sarebbe turato il naso anche davanti alla variazione di Amis.diGuido Vitiello2 APR 16
Pure il trenino Thomas è finito sul binario morto del politically correctDa trent’anni trasporta la fantasia dei bambini britannici e di tutto il mondo. Ma gli intellò liberal lo odiano: troppo ubbidiente, conservatore e persino maschilista. E ora Mattel, proprietaria del business da un miliardo di dollari, vuole “globalizzarne i valori”.diGiulia Pompili2 APR 16
Slow Food. Cattivo, sporco e sbagliatoPetrini aggiorna il suo manifesto, “Buono, pulito e giusto”. Qualche refuso in meno, una spolverata di elogio dei migranti, ma restano le solite bufale su Ogm e “agroindustria”. Altrimenti il castello chic crolla.diLuca Simonetti2 APR 16
Sabato e domenica nel Foglio. Che cosa c'è nell'inserto culturale del fine settimanaCome tutti i fine settimana, sabato e domenica nel Foglio dodici pagine di inserto culturale. E per i vent'anni del Foglio in regalo un numero da collezione. Ecco che cosa trovate in edicoladiRedazione1 APR 16
Schultz, il moralizzatore al frappuccino che vuole cambiare l’America perché non assomiglia al suo StarbucksIl ceo di Starbucks ha sempre ottimi consigli basati su ottimi valori per pacificare un paese che vorrebbe a immagine e somiglianza della sua catena: prevedibile, mediocre, replicabile e con tanta responsabilità sociale. Anche nell’ultima assemblea dei soci non ha mancato di fare la sua lezioncina di civismodiMattia Ferraresi1 APR 16
Le lezioni di cinema di Hitchcock, lo scultore del tempoSembra impossibile rimanere un’altra volta inchiodati all’intervista che François Truffaut (soli tre film all’attivo) fece ad Alfred Hitchcock (reduce dal successo di “Gli uccelli”).diMariarosa Mancuso1 APR 16
L'irresistibile spietatezza dell'archistar Zaha HadidHa lavorato per il mondo intero, quindi anche per il suo. Non una parola, mai, sull'urgenza di una emancipazione femminile nel mondo arabo: lei il potere se l'è preso molto prima che quella emancipazione avvenisse e noialtri vedremo se mai avverrà.diSimonetta Sciandivasci1 APR 16
Quella differenza insanabile tra occidente e islamismo: il corpoAlla morgue di Bruxelles i corpi smembrati negli attentati ci ricordano che il rapporto soggettivo con la corporeità ha un valore politico che segna le differenze di civiltà.diMassimiliano Valerii1 APR 16