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Nuovo ospedale di Padova, Rizzuto (Fondazione Cariparo): "Sosteniamo la ricerca"

4 nov 2026

Sangha è il nuovo album del producer Mace: "Un invito più concreto all'unione tra persone"

(Adnkronos) - Sangha è il nuovo album di Mace, disponibile su tutte le piattaforme digitali e in formato CD e vinile (anche autografati) da venerdì 27 novembre per Atlantic Records Italy / Warner Music Italy. Sarà inoltre disponibile una versione del vinile di SANGHA autografato in tiratura limitata che darà accesso alla listening session dell'album in anteprima che si svolgerà il 25 novembre a Milano. 

Il termine Sangha in sanscrito significa 'comunità' ed è il concetto attorno a cui si sviluppa il nuovo album di Mace. Per l'artista, Sangha rappresenta la comunità di persone di cui ci si circonda, una rete di sostegno reciproco, senza un perimetro troppo netto: somiglia più a un campo magnetico, perché nasce da una inclinazione naturale ad avvicinarsi agli altri per creare qualcosa di più grande e significativo. È l'esatto contrario del fare tutto da soli. Soprattutto, è un cerchio con nessuno al centro, che è forse l'idea più difficile da praticare per chiunque. Dopo Maya, Mace ha portato all'estremo il metodo di lavoro adottato per il precedente album: musicisti, poeti, cantanti, rapper, artisti visivi e amici, oltre 60 persone si sono alternate in una intensa residenza in Toscana. Per 3 settimane la scrittura si è mescolata alla vita in session senza orari e privi di schemi predefiniti. Lavorare così insegna ciò che da soli non si impara, fidarsi dell'intuito degli altri, ascoltare, condividere uno spazio, chiedere aiuto. 

"Mi sono circondato di persone magiche ma molto diverse tra loro, che ho selezionato con cura per il loro talento ma anche per la loro energia. Volevo ricreare un piccolo caos autoregolamentato, dare vita a degli intrecci che potessero durare nel tempo e generare nuovi pensieri. Se Maya suggeriva la grande illusione umana di essere entità separate, Sangha è un invito più concreto alla risonanza e all'unione tra le persone, un grido per la sopravvivenza dello spirito collettivo".  

4 nov 2026

Giallo di Pietracatella, convocato in questura l'autore del libro sul delitto

4 nov 2026

Stefani: "Per nuovo ospedale Padova aggiudicazione della gara nel 2028"

(Adnkronos) - Per il nuovo ospedale di Padova "dobbiamo procedere con la progettazione esecutiva entro il 2027, l'aggiudicazione della gara nel 2028, l'inizio dei lavori a fine 2028. Chiaramente, in caso di ricorsi, si inizierà subito dopo, all'inizio del 2029". Lo ha detto il presidente della Regione del Veneto, Alberto Stefani, oggi a Venezia in un incontro con la stampa a Palazzo Balbi presentando il piano di finanziamento della nuova struttura padovana. 

"Il nuovo ospedale per i veneti prevede 963 posti letto - illustra Stefani - un Day center con 6 piani, 27.300 metri quadrati, 275 ambulatori e 120 posti letto. La torre delle degenze, che non è la torre per la ricerca, di 10 piani, è di 69.770 metri quadrati e 822 posti letto. C'è una piastra ad alta intensità di cure, 7 piani, 10mila metri quadrati, 90 posti letto, 32 attrezzature diagnostiche. E la torre della ricerca: 8 piani, 21.500 metri quadrati, una biobanca di ricerca e 6 livelli destinati a laboratori. L'ospedale sarà un Green Hospital: 70% di superficie permeabile, 1.499 nuovi alberi, 2.790 nuovi arbusti". 

Oggi "stiamo parlando del finanziamento del nuovo ospedale" per "chiarire qual era il mosaico dei finanziamenti, con l'accensione di un mutuo flessibile di 380 milioni che ci auguriamo possa anche essere ridotto nel tempo. Nell’accordo di programma - precisa il presidente - c'era e c'è il tema dell'ospedale Giustinianeo, su cui confermiamo l'impegno: 719 posti letto, di cui 50 dell'Ospedale di comunità e 140 dell'Istituto oncologico veneto. Sull'ospedale Sant’Antonio ho ritenuto fondamentale confermare il nostro impegno per la valorizzazione della struttura". 

4 nov 2026

Sanità, Stefani: "Piano finanziario da 880 mln per il nuovo ospedale di Padova"

(Adnkronos) - "Oggi è il giorno in cui presentiamo il mosaico dei finanziamenti per il nuovo ospedale dei veneti, un'iniziativa che abbiamo assunto in questi mesi di lavoro fin dall'inizio e che ho voluto condividere con una squadra che ha dato vita a questo progetto, che ha dato una mano in questa iniziativa e che ha permesso, soprattutto con l'ausilio della parte tecnica, di arrivare a questo risultato". Così il presidente della Regione del Veneto Alberto Stefani, oggi a Venezia in un incontro con la stampa a Palazzo Balbi dedicato al nuovo ospedale di Padova, spiega il quadro economico che prevede "155 milioni e 532mila euro per il Day Center, 338 milioni e 341mila euro per la torre delle degenze. Abbiamo la piastra ad alta intensità di cura, 260 milioni e 601mila euro, la torre per la ricerca, 74 milioni e 408mila euro, e qui trovate anche l'autosilo di 51 milioni e 116mila euro. Il totale è di 880 milioni di euro".  

I finanziamenti arrivano "da fondi accantonati di 158 milioni - continua Stefani - I fondi statali, sempre accantonati, sono 120 milioni e 289mila euro. Ci sono poi 380 milioni di un finanziamento flessibile che è chiaramente inserito nel quadro di bilancio che noi andremo ad approvare nelle prossime settimane. Oltre a questo, abbiamo fondi a disposizione della Regione del Veneto da fonte ministeriale. Sono 180 milioni che noi recuperiamo a livello ministeriale (Mef), risorse che abbiamo avuto la possibilità di gestire in competenza già per l'anno prossimo e che ci permettono chiaramente di sommare un altro tassello al mosaico finanziario, che ci permette poi di arrivare alla composizione. Ci sono poi 48 milioni di contributi di efficientamento energetico previsti dalla manovra di bilancio statale. Il totale di questi fondi a disposizione della Regione Veneto è di 886 milioni e 735mila 296 euro". 

Non è ancora specificata "l'entità del contributo dell'università di Padova e della Fondazione Cariparo - specifica Stefani - Devo prima di tutto ringraziare l'università di Padova e la Fondazione Cariparo per aver manifestato la loro volontà di contribuire economicamente alla torre della ricerca, nel rispetto chiaramente dei rispettivi Cda. Ci sono state delle interlocuzioni in questi mesi con la rettrice Daniela Mapelli e il presidente della Fondazione Cariparo, il professor Rizzuto, che hanno permesso alla Regione del Veneto, oltre a questi 886 milioni, di poter pensare a un coinvolgimento economico di due realtà che per l'ospedale di Padova, e in particolare per la torre della ricerca, un fiore all'occhiello di questo polo sanitario del Veneto, è per me è qualcosa di assolutamente importante, anche da un punto di vista di un messaggio pubblico". 

4 nov 2026

Trump deriso sui social: valanga di meme dopo la sconfitta alle elezioni di Midterm

(Adnkronos) - Il presidente americano Donald Trump in carcere, che piange, con Melania che gli porta un hamburger e l'ex portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt che gli fa visita, mentre gli ex presidenti Barack Obama e Joe Biden ridono. Ma anche Trump ritratto come una lumaca gigante che scala l'Empire State Building, fino all'intervento provvidenziale di Robert De Niro che lo sconfigge, vittorioso dopo un'accesa diatriba a distanza dei giorni scorsi tra i due. O un Trump che viene travolto da uno ''tsunami blu'', il voto democratico che ha attraversato gli Stati Uniti nelle Midterm. Sono tantissimi i meme creati con l'intelligenza artificiale che stanno inondando i social media dopo la sconfitta dei Repubblicani di Trump. Quella stessa intelligenza artificiale che era servita al tycoon per ritrarsi più volte sul suo Truth Social, compassionevole come Gesù che cura un malato o forte a tal punto da sconfiggere a mani nude una tigre. 

Ora, Trump appare invece particolarmente ''invecchiato'' dall'intelligenza artificiale, con rughe marcate, borse pronunciate sotto gli occhi, i capelli arruffati ''mentre guarda lo spoglio elettorale''. Oppure scapigliato, mentre corre insieme a sostenitori Maga cercando di sfuggire a un'enorme onda blu, quella dei Democratici appunto. Sull'account dell'ambasciata dell'Iran in India è invece apparso un breve video in cui si vede un finto Trump sollevato da quattro dipendenti della Casa Bianca che lo buttano in un contenitore per ''rifiuti pericolosi''. Sullo stesso stile il meme che ritrae una grande scopa blu, ancora una volta il colore dei Democratici, che spazza via Trump, o i capellini Maga che finiscono nel wc, travolti anche qui da un liquido blu, o ancora cappellini Maga nel bidone della spazzatura. 

L'Intelligenza artificiale ha poi sfruttato la Statua della Libertà e il simbolo che rappresenta. In un meme la si vede mentre, con una fionda, lancia lontano Trump. In un altro dà uno schiaffo al presidente americano, si toglie il mantello rosso e proclama: ''Made America free again''. C'è anche una Statua della Libertà che festeggia la vittoria dei Democratici e lo fa cavalcando l'onda blu su una tavola da surf. 

Su 'X' circola anche l'immagine della Trump Tower a Las Vegas, uno dei grattacieli di proprietà del tycoon, sulla quale appare la scritta "Trump out". Altro meme vede Trump che cerca di stare in equilibrio sul ramo di un albero mentre, con un'ascia in mano, lo pota. Il risultato è una rovinosa caduta del tycoon nell'acqua della vasca riflettente del Lincoln Memorial, davanti alla quale ha tenuto l'ultimo comizio prima delle Midterm, con Obama che ride. 

Oltre all'intelligenza artificiale, a occuparsi di Trump sono stati anche i disegnatori. Una vignetta che circola sui social mostra infatti il presidente americano insieme al suo vive Jd Vance e a Elon Musk fuggire verso Mosca lasciando dietro di loro diversi file, da quello Epstein all'Ucraina, dall'Iran ai dazi. In un'altra vignetta Trump finisce al tappeto dopo aver ricevuto un pugno da un guantone blu raffigurante il simbolo dei Dem, l'Asinello, uscito dall'urna elettorale. 

4 nov 2026

Youssef Siher e Sagia Hammoud, raccolta fondi per sostenere le spese legali: già superati i 18mila euro

(Adnkronos) - Youssef Siher è libero, ma sia lui che la moglie Sagia Hammoud "rimangono indagati per accuse gravissime. Questa raccolta fondi finanzierà le spese legali del team di difesa e servirà per procedere contro l'infame gogna mediatica a cui sono stati sottoposti". L'annuncio sulla coppia finita al centro della cronaca giudiziaria e politica, in quanto amministratori della chat 'Movimento 17 ottobre' nata dopo la guerriglia urbana esplosa a Milano, è apparso sulla pagina Instagram dei Giovani palestinesi Milano e tramite un link si accede alla raccolta che ha già superato i 18mila euro rispetto all'obiettivo previsto di 20mila euro.  

"Il governo si ostina a voler creare dei mostri e trovare dei capri espiatori per non fare i conti con il proprio fallimento. Intanto continua a finanziare guerre a scapito dei nostri salari, della nostra istruzione e della nostra salute. In questo clima di repressione sempre più evidente, non dobbiamo lasciare indietro chi ha bisogno del nostro supporto: per loro dobbiamo continuare a lottare, continuare a scendere in piazza e continuare a far sentire la nostra voce. Libere tutte, liberi tutti", è il messaggio veicolato sui social.  

Nella piattaforma di crowdfunding, si evidenzia che il percorso per la coppia "è lungo e comporterà molte spese legali" e la raccolta fondi ha lo scopo di "garantire a entrambi un'adeguata difesa, consulenze tecniche e periti legati al caso" oltre che per "coprire i costi vivi e logistici legati al procedimento". La raccolta, si precisa, "non è promossa da enti o organizzazioni, ma è gestita direttamente dalle famiglie di Youssef e Sagia, che si impegnano a destinare ogni contributo esclusivamente alle spese legali e a tenervi aggiornati sull'utilizzo dei fondi". 

4 nov 2026

Napoli, torna al cimitero e trova il loculo della madre occupato da un'altra salma

4 nov 2026

Famiglia nel bosco, Palmieri (Inpef): "Su Catherine realtà alterata, ingiusto biasimare scelta di accogliere sua testimonianza"

(Adnkronos) - "La notizia 'C.B. insegna pedagogia con una retribuzione lauta' è una vera e propria alterazione della realtà, forse dovuta ad una maldestra ricerca di una sintesi affrettata, ma con il pericolo che la cavalchi con acrimonia e malignità chi vorrebbe che si procedesse per modelli predeterminati e conformi all'opinione dei molti. La nostra scelta è diversa, è quella del pluralismo e del multiculturalismo: si dà voce a tutti; si acquisiscono le esperienze; sulle esperienze si riflette con libertà di valutazione e di critica, ma non si giudicano le persone in base a parametri di 'normalità' o 'diversità'". Così, in una nota, Vincenza Palmieri, presidente dell'Inpef, l'istituto nazionale di pedagogia familiare per il quale Catherine Birmingham, la mamma della cosiddetta 'famiglia nel bosco', dovrebbe tenere un corso sull''Intelligenza naturale'. 

Commentando le notizie circolate dopo la notizia della decisione di affidare un corso a Catherine, la presidente Palmieri scrive: "Il male del secolo non è la noia, ma l'alterazione. Di fronte alla comunicazione che corre veloce, occorre resistere alla tentazione di cercare sintesi improprie, efficaci come slogan ma nemiche della riflessione e della ponderazione sulla correttezza e attendibilità delle fonti". Si tratta, prosegue, del "problema che ci poniamo quando sentiamo l'esigenza di filtrare le cosiddette 'fake news' e, prima ancora, della questione di stabilire fino a che punto la riflessione umana, che non è fatta solo di intelletto ma anche di sensibilità e di solidarietà, possa essere sostituita o anche solo oscurata dall’accumulo di dati indiscriminati, in cui potrebbe risolversi un uso inappropriato dell'intelligenza artificiale. Il tema - sottolinea - è grande e sta impegnando istituzioni e personalità del più alto livello, a cominciare dal Pontefice".  

Proprio in quest'ottica, spiega, "è nato un progetto antropologico e culturale, curato dall'Istituto nazionale di pedagogia familiare. Un corso di alta formazione culturale, aperto a tutti, in cui si rifletterà sul tema, diventato centrale, di come debba essere intesa l'intelligenza artificiale". E aggiunge: "Presiedere l'Inpef è il passo di un percorso che viene da un'esperienza antica, partita anche con l'insegnamento nelle scuole serali, quelle dell'inclusione, quelle che si svolgevano casa per casa, persona per persona, lavoratore per lavoratore; quelle che ponevano al centro un dialogo ed uno scambio di esperienze, prima ancora che una nozione da mandare a memoria o una regola grammaticale da applicare. Ecco perché da sempre l'Inpef cerca di coniugare due esigenze: chi vi svolge attività di docenza deve essere un esperto della materia trattata, titolato sul piano accademico, professionale, didattico e istituzionale. Ma all'attività dei docenti viene talvolta affiancata la raccolta di testimonianze e di voci della società civile, con apertura pluralista anche - e forse soprattutto - a chi è considerato diverso, 'non conforme', particolare: così che sulla proposta anche di una minoranza (o addirittura di un singolo) si possa riflettere come sulla scienza acquisita nei programmi di docenza". 

Nel corso di decenni di attività dell'Istituto, avverte la presidente, "in centinaia sono stati chiamati a portare testimonianza della propria esperienza: su scelte relazionali, professionali, familiari, culturali. A tutti è stata data voce, senza guardare né, da un lato, alla fama già acquisita; né, dall’altro lato, a nomee di diversità o di 'anormalità'. E con tutti si è dialogato: italiani e stranieri; cristiani e non cristiani; religiosi e atei o appartenenti a confessioni altre, anche spesso additate, in modo malizioso e disinformato. A tutti si è prestato ascolto; a nessuno si è consentito di ergersi a maestro o portavoce di una verità non criticabile". Ed è in questo contesto che, "nell'ambito della riflessione sui modelli dell'intelligenza 'naturale' e 'artificiale' è sorta spontanea - forse addirittura scontata - l'esigenza di acquisire la testimonianza di chi, come la signora C. B., non ha rinnegato una scelta di vita improntata al contatto diretto tra gli esseri umani e con la natura, allo scambio affettivo e relazionale nella natura, ma senza chiusure all'evoluzione possibile".  

Proprio per questo, "non è condivisibile che la scelta di accogliere ed ascoltare questa testimonianza venga biasimata in ragione del fatto che si dia voce a chi è percepito come 'diverso' o 'superato' o anche solo 'non conforme' ad un modello sociale condiviso dai più o praticato in modo statisticamente maggioritario". E "non è giusto, inoltre, procedere per approssimazione e per 'alterazione', fino a dire che la raccolta di quella testimonianza sia un inappropriato incarico di docenza". Del resto, "chi testimonia la propria esperienza non si pone in cattedra; tantomeno lo pone in cattedra l'Inpef, che cattedre non gestisce (e che si limita, piuttosto, in onestà e trasparenza, a riconoscere un minimo rimborso di spesa a chi si presta a trasmettere la propria esperienza a chi voglia farne argomento di seria riflessione)". E "men che mai si assegna, sulla base della condivisione di una scelta individuale, un incarico di docenza pedagogica".  

"L'Inpef - conclude la presidente Palmieri - non impartisce lezioni di pedagogia e il pedagogista familiare è figura professionale del tutto diversa e autonoma rispetto al pedagogista: il primo è lo scienziato delle relazioni e dei diritti della famiglia e nella famiglia; il secondo è lo scienziato dell’insegnamento e dell’educazione. Tra le due figure è possibile e proficua la collaborazione, non certo la confusione". 

4 nov 2026

Midterm, Bassetti e Pregliasco: "Voto Usa è sconfitta per Trump e anti-scienza"

(Adnkronos) - Una sconfitta per le posizioni anti-scienza e no vax. Il risultato delle elezioni di midterm negli Stati Uniti ha un significato che va al di là del perimetro puramente politico, come affermano Matteo Bassetti e Fabrizio Pregliasco. "L'America ha mandato un messaggio fortissimo: una sonora bocciatura politica per Trump e il suo progetto oscurantista. Vince la ragione contro il complottismo, la scienza contro l’antiscienza, i diritti civili contro il regresso. Trump e Kennedy Jr. hanno fatto della disinformazione e della guerra alla scienza una bandiera. Gli elettori hanno presentato il conto. Ora il messaggio deve arrivare in tutto il mondo, Italia compresa: il progresso non si combatte, si difende", la riflessione di Bassetti, professore di malattie infettive all'università di Genova. Il significato di questo esito elettorale, per l'esperto, interessa anche l'Italia.  

"Il mondo moderato, democratico e pro-scienza si faccia sentire", invita l'infettivologo in un post su X. "Non lasciamo il futuro agli oscurantisti. Il significato di questo risultato va oltre gli equilibri parlamentari: riguarda il rapporto tra democrazia, diritti, conoscenza e scienza. Il messaggio riguarda da vicino anche l'Italia - argomenta l'esperto - Nel nostro Paese l'antiscienza è tornata a occupare troppo spazio, anche nei luoghi di governo. Negli ultimi quattro anni abbiamo assistito alla legittimazione di posizioni no-vax, alla diffusione di teorie antiscientifiche e a un preoccupante arretramento della cultura scientifica nel dibattito pubblico. Non soltanto ai margini, ma anche dentro le istituzioni. Le scelte sul reintegro dei sanitari non vaccinati, la cancellazione delle sanzioni per chi aveva rifiutato il vaccino e le polemiche sulle nomine in ambito sanitario sono segnali di un problema che non possiamo ignorare. Trump e Kennedy Jr. hanno portato questa contrapposizione a una dimensione internazionale. L'Italia non deve seguire questa strada. La scienza non è un'opinione. La salute pubblica non è terreno di propaganda. Il progresso non può essere ostaggio delle ideologie". 

Il risultato americano, conclude il direttore della Clinica di Malattie infettive del Policlinico San Martino di Genova, "riporta al centro una domanda fondamentale: quale società vogliamo costruire? Una società che investe nella ricerca, nell'istruzione, nella libertà, nei diritti civili e nel pensiero critico, oppure una che lascia spazio a paure, complottismi e oscurantismo? Il progresso non si combatte, si difende. E quando si volta le spalle alla scienza, prima o poi la realtà presenta il conto". 

Il voto decreta "una sconfitta per le politiche no-vax di Trump" per il virologo Fabrizio Pregliasco. "Non possiamo attribuire il risultato elettorale alla sola questione sanitaria - precisa - ma auspico che il nuovo equilibrio politico possa favorire un ripensamento delle scelte in materia di prevenzione". 

"Guardo con soddisfazione alla possibilità che, dopo il risultato delle elezioni americane, si apra una riflessione critica sulle politiche sanitarie dell'amministrazione Trump, soprattutto per quanto riguarda le vaccinazioni. La salute pubblica non può diventare terreno di scontro ideologico, né essere condizionata da posizioni che mettono in discussione decenni di conquiste scientifiche", afferma il direttore della Scuola di specializzazione in Igiene e Medicina preventiva dell'università Statale di Milano. "Le scelte dell'amministrazione Trump e del segretario alla Salute Robert Kennedy Jr. - sottolinea - hanno alimentato preoccupazioni nella comunità scientifica internazionale. Ridimensionare le raccomandazioni vaccinali e diffondere dubbi non sostenuti dalle evidenze significa rischiare di compromettere la fiducia dei cittadini nella prevenzione". 

Pregliasco si aggancia alla cronaca: "Il ritorno del morbillo negli Stati Uniti, con migliaia di casi registrati" e un bimbo morto nello stato di New York, primo decesso da 30 anni, "dimostra quanto sia pericoloso abbassare la guardia. Le vaccinazioni hanno salvato milioni di vite e rappresentano uno dei più importanti successi della medicina moderna", ribadisce il medico che chiosa: "La scienza non è democratica nel senso che le evidenze non si decidono a maggioranza. Devono essere rispettate, indipendentemente da chi governa. Difendere i vaccini significa difendere la salute di tutti, soprattutto dei più fragili". 

4 nov 2026

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