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Maltempo, ancora allerta arancione in Puglia e Basilicata. Scuole chiuse a Chieti e Lanciano

(Adnkronos) - Il maltempo si abbatte sul Centro-Sud Italia ed è ancora allerta arancione su Puglia e parte della Basilicata. Per la giornata di oggi, martedì 3 novembre, sono invece quattro le regioni in allerta gialla, con le scuole che rimarranno chiuse in alcuni comuni. 

 

Previste per oggi precipitazioni sparse, anche a carattere di rovescio o temporale, su Puglia, Basilicata orientale e settori centro-occidentali della Sicilia settentrionale, con quantitativi generalmente moderati; precipitazioni da isolate a sparse, localmente anche a carattere di rovescio o breve temporale, su versanti orientali di Abruzzo e Molise, Campania orientale, resto di Basilicata, su Calabria centro-settentrionale ionica e meridionale e sulla Sicilia nord-orientale, con quantitativi cumulati generalmente deboli.  

Temperature in locale sensibile aumento le minime su Lazio, Campania, Basilicata, Calabria, Sicilia e Sardegna orientale. Venti forti settentrionali su regioni dell'alto Adriatico, Emilia-Romagna, Liguria, Marche, Toscana, Umbria, Lazio settentrionale, settori costieri di Molise ed Abruzzo, Puglia, Campania, Basilicata, Calabria, Sicilia e Sardegna orientale, ovunque in attenuazione dal pomeriggio. Mari: agitato lo Ionio, molto mossi l'Adriatico, il Tirreno ed il Canale di Sardegna, in attenuazione serale. 

 

Moderata criticità per rischio temporali/allerta arancione: 

Puglia: Tavoliere - bassi bacini del Candelaro, Cervaro e Carapelle, Gargano e Tremiti, Salento, Bacini del Lato e del Lenne, Basso Fortore, Puglia Centrale Bradanica, Basso Ofanto, Sub-Appennino Dauno, Puglia Centrale Adriatica 

Moderata criticità per rischio idrogeologico/allerta arancione: 

Basilicata: Basi-A1, Basi-B, Basi-E2, Basi-E1 

Puglia: Tavoliere - bassi bacini del Candelaro, Cervaro e Carapelle, Gargano e Tremiti, Salento, Bacini del Lato e del Lenne, Basso Fortore, Puglia Centrale Bradanica, Basso Ofanto, Sub-Appennino Dauno, Puglia Centrale Adriatica 

Ordinaria criticità per rischio idraulico/allerta gialla:  

Basilicata: Basi-A1, Basi-B, Basi-E2, Basi-E1, Basi-A2, Basi-D, Basi-C 

Calabria: Versante Jonico Settentrionale, Versante Jonico Centro-settentrionale 

Puglia: Tavoliere - bassi bacini del Candelaro, Cervaro e Carapelle, Bacini del Lato e del Lenne, Basso Ofanto 

Sicilia: Centro-Settentrionale, versante tirrenico, Nord-Occidentale e isole Egadi e Ustica 

Ordinaria criticità per rischio temporali/allerta gialla:  

Basilicata: Basi-A1, Basi-B, Basi-E2, Basi-E1 

Calabria: Versante Jonico Settentrionale, Versante Jonico Centro-settentrionale 

Sicilia: Centro-Settentrionale, versante tirrenico, Nord-Occidentale e isole Egadi e Ustica, Sud-Occidentale e isola di Pantelleria 

Ordinaria criticità per rischio idrogeologico/allerta gialla:  

Abruzzo: Bacino Basso del Sangro, Bacini Tordino Vomano, Bacino del Pescara 

Basilicata: Basi-A2, Basi-D, Basi-C 

Calabria: Versante Jonico Settentrionale, Versante Jonico Centro-settentrionale 

Campania: Alta Irpinia e Sannio, Tanagro, Penisola sorrentino-amalfitana, Monti di Sarno e Monti Picentini, Tusciano e Alto Sele 

Sicilia: Centro-Settentrionale, versante tirrenico, Nord-Occidentale e isole Egadi e Ustica, Sud-Occidentale e isola di Pantelleria 

 

Il comune di Chieti, in Abruzzo, ha intanto deciso per la sospensione delle attività didattiche anche per la giornata di oggi, così da consentire le necessarie verifiche sullo stato delle strutture e delle condizioni di sicurezza e i lavori che si riveleranno necessari. L'attività didattica, si legge nell'ordinanza del sindaco Giovanni Legnini, si ferma in tutte le scuole di ogni ordine e grado, nelle scuole dell'infanzia e negli asili nido. 

A seguito delle forti piogge e delle verifiche tecniche effettuate sugli edifici e sulla viabilità, anche il comune di Lanciano, sempre in Abruzzo, ha disposto le chiusure scolastiche. In particolare, la Scuola primaria Olmo di Riccio sarà chiusa nei giorni 3 e 4 novembre per interventi di messa in sicurezza e ripristino dei locali; la Scuola secondaria di primo grado D'Annunzio resterà chiusa oggi per consentire le operazioni di pulizia e asciugatura delle aule interessate da infiltrazioni. 

L’Università Gabriele D’Annunzio di Chieti-Pescara ha quindi annunciato che le lezioni previste per la giornata di oggi si svolgeranno tramite didattica a distanza (DAD). 

Chiusura temporanea delle scuole anche nel comune di San Michele di Serino, in Campania. Disposta la chiusura di tutte le scuole pubbliche di ogni ordine e grado nel territorio. La misura precauzionale e urgente, si legge nell'ordinanza, è stata adottata per consentire l'effettuazione di indagini strutturali richieste dall'Ufficio Tecnico, tutelando così l'incolumità pubblica e privata ed evitando disagi legati alle lavorazioni previste. 

 

2 nov 2026

Mali di stagione, dalla nutrizionista i consigli per sostenere le difese immunitarie a tavola

(Adnkronos) - "Dalla dieta mediterranea alla vitamina D, passando per frutta, verdura, proteine e idratazione: un'alimentazione equilibrata aiuta a sostenere il sistema immunitario. E quando arriva l'influenza, meglio scegliere cibi semplici e nutrienti". Lo spiega Silvia Migliaccio, specialista in Endocrinologia e nutrizione umana e presidente della Società italiana di scienze dell'alimentazione (Sisa) indica all'Adnkronos Salute alcune regole da seguire "per sostenere le difese immunitarie a tavola".  

Con l'arrivo dell'inverno, "il calo delle temperature, le giornate più corte e lo stress quotidiano possono mettere a dura prova il nostro organismo - spiega Migliaccio -. È il periodo in cui aumentano i cosiddetti mali di stagione, in particolare le infezioni virali delle vie respiratorie, con sintomi come raffreddore, febbre, mal di gola e tosse". Per affrontare al meglio questi mesi "è importante adottare uno stile di vita sano e prestare attenzione all'alimentazione".  

Secondo Migliaccio per sostenere il nostro sistema immunitario è bene: "seguire la dieta mediterranea. Frutta, verdura, legumi, cereali preferibilmente integrali e olio extravergine di oliva sono alla base di un'alimentazione varia ed equilibrata". Quindi, fare il pieno di vitamine e antiossidanti. "Consumare cinque porzioni al giorno di frutta e verdura, privilegiando alimenti ricchi di vitamina C come kiwi, arance e agrumi, ma anche cavoli e broccoli". Guai a trascurare proteine e vitamina D. "Alternare carne bianca, pesce, uova, legumi e latticini - rimarca -. Tra gli alimenti che apportano vitamina D ci sono salmone, sgombro, tonno e tuorlo d'uovo". Anche nei mesi freddi è fondamentale prendersi cura dell'intestino. "Yogurt, legumi, frutta, verdura e cereali integrali favoriscono l'equilibrio del microbiota intestinale, che contribuisce anche alla modulazione del sistema immunitario" osserva.  

Quando arriva l'influenza, invece, "scegliere cibi semplici e bere molto. Via libera a brodi, minestrine, riso, carne bianca, pesce, verdure cotte e frutta di stagione - sottolinea - . Acqua, tè e tisane aiutano a reintegrare i liquidi persi durante la malattia. In convalescenza, pasta e riso, accompagnati da olio extravergine di oliva e alimenti proteici, aiutano a recuperare le energie". Un valido "alleato contro l'influenza è anche lo zenzero - ricorda Migliaccio -. Ha infatti note proprietà antinfiammatorie e antimicrobiche". 

Nei primi tre giorni d'influenza, che maggiormente fanno soffrire e durante i quali i sintomi sono più fastidiosi, "è preferibile scegliere alimenti leggeri e facilmente digeribili. È opportuno consumare: tra gli alimenti proteici, carne bianca e pesce, cucinati preferibilmente al vapore o in una padella antiaderente; verdura cruda o lessata con pochissima acqua per garantire l’apporto di vitamine e sali minerali; olio extravergine di oliva, fonte di antiossidanti e vitamina E; frutta di stagione ricca di vitamina C, preferibilmente kiwi, pompelmo e arance, anche sotto forma di spremute" fa notare Migliaccio. Ma se si è particolarmente debilitati e si ha poco appetito, "si può prediligere il consumo di pasta, a pranzo o a cena, sotto forma di minestrina in quanto facilmente assimilabile, deglutibile ed anche con l’effetto di calmare la tosse. Inoltre, è necessario bere molta acqua per reintegrare i liquidi persi con la sudorazione". 

"Nei giorni post influenza" infine "si può introdurre della pasta o del riso per recuperare le 'forze' perse durante la malattia. I carboidrati complessi della pasta infatti costituiscono la principale fonte di energia per il cervello, per i muscoli, per i globuli rossi e rappresentano dunque il carburante indispensabile per svolgere le attività quotidiane. È preferibile condirla con olio extravergine di oliva e pomodoro pelato fresco, ottime fonti di vitamine (A, C, E) e di antiossidanti, in particolare di licopene, presente in quantità maggiore nel pomodoro cotto. Con l’aggiunta nel condimento di proteine di origine animale (tonno o carne trita o pesce sminuzzato) si rende il pasto equilibrato da un punto di vista nutrizionale e si permette di recuperare le masse muscolari nelle persone anziane che possono averle perse con la scarsa attività fisica svolta" conclude. 

 

2 nov 2026

Ucraina, Russia ha perso territorio a ottobre. Zelensky: "Putin prepara nuovo attacco"

(Adnkronos) - La Russia perde terreno in Ucraina. Le forze di Mosca, a ottobre, hanno ceduto territorio secondo un'analisi Afp sulla base dei dati dell'Institute for the Study of War, think tank americano che monitora il conflitto quotidianamente. La Russia, nel dettaglio, ha perso il controllo di 28 chilometri quadrati nell'ultimo mese. In linea più generale, Mosca sta registrando un più ampio rallentamento nei guadagni territoriali in Ucraina dall'inizio del 2026. Le forze armate di Vladimir Putin hanno ottenuto guadagni territoriali esclusivamente negli oblast di Sumy e Zaporizhzhia, mentre hanno perso terreno in tutti gli altri settori del fronte, incluso quello dell'oblast di Donetsk, che rappresenta l'obiettivo principale del Cremlino. Considerando anche le infiltrazioni russe in aree non ancora sotto il pieno controllo degli invasori, le forze di Mosca hanno registrato una perdita netta di 76,38 chilometri quadrati, con una media di -2,46 chilometri quadrati al giorno. In particolare, la Russia hanno preso il controllo di 10 insediamenti, per una superficie complessiva di 5,86 chilometri quadrati, mentre le forze ucraine hanno liberato – o sgomberato dagli infiltrati – 11 insediamenti, per un'estensione di 3,24 chilometri quadrati. 

Nell'ultimo mese, inoltre, la Russia avrebbe accusato le perdite peggiori dall'inizio della guerra. Secondo lo Stato Maggiore ucraino, a ottobre 2026 Mosca ha registrato 54.400 tra morti e feriti gravi: per il quarto mese consecutivo, rileva l'Isw, le perdite del paese aggressore superano le 40.000 unità. Il comandante delle Forze per i sistemi senza pilota (USF) ucraine, il maggiore Robert "Magyar" Brovdi, ha osservato che le perdite più pesanti per l'esercito di Putin si sono verificate nelle direzioni di Dobropillya, Oleksandrivka e Hulyaipole. L'attuale sistema russo di reclutamento non riesce a inserire un numero di soldati sufficiente a compensare le perdite. Questi fattori spiegano probabilmente la scelta di puntare sui raid con missili balistici a lungo raggio e droni a reazione in maniera sempre più ampia. 

 

E il prossimo raid, secondo il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, sarebbe imminente. "Abbiamo informazioni che la Russia sta preparando un nuovo massiccio attacco contro il nostro paese, in particolare contro i settori dell'energia e della logistica. L'ipotesi è sostanzialmente che" nella giornata di martedì il mondo sarà concentrato sulle elezioni di midterm americane. Ciò che sta accadendo qui in Ucraina, insieme alle nostre difficoltà con la difesa aerea e i missili Patriot, passerà inosservato", dice Zelensky. 

Il messaggio del presidente ucraino è indirizzato a Donald Trump e agli Usa: "Abbiamo bisogno di segnali dal mondo alla Russia", Putin "deve sentire che il terrore non va bene, che non porterà alcun guadagno. E deve sentire che finché questa guerra continuerà, il petrolio della Russia brucerà e non sarà in grado di fare affari con il mondo guadagnando denaro. Non dobbiamo giocare con i ricavi russi dal petrolio o dal gas. Dobbiamo esercitare pressione sulla Russia in modo tale che non abbia altra scelta se non porre fine a questa guerra. L'America può farlo". 

 

2 nov 2026

Midterm, è il giorno del referendum su Trump: guerra e caro benzina pesano sul voto Usa

(Adnkronos) - Elezioni di metà mandato, ma anche un referendum sulla presidenza di Donald Trump. Negli Usa è il giorno delle midterm, una partita più aperta che mai dove in gioco c'è il controllo dell'intero Congresso. Mentre i sondaggi mostrano il gradimento più basso mai registrato dal presidente americano, con l'ultima rilevazione che delinea uno scenario da incubo per i repubblicani, la guerra in Iran e il conseguente caro benzina pesano come un macigno sul voto.  

E Trump lo sa bene, tanto da rassicurare su un possibile accordo con Teheran anche nelle ultimissime ore prima dell'apertura dei seggi. "I prezzi del petrolio stanno crollando come un sasso, quasi 10 dollari al barile, un record, perché la gente pensa che non ci sarà una guerra con l'Iran. L'Iran vuole una soluzione, il prima possibile. Potrebbe succedere", le parole su Truth social alla vigilia di quelle che il tycoon definisce "le elezioni di metà mandato più importanti della nostra storia". Intanto il presidente è passato all'attacco, accusando ancora una volta il Partito democratico per aver "nominato la lista di candidati più estremista e pericolosa della storia americana. Sono i candidati più pericolosi mai presentati". 

 

Nonostante le rassicurazioni delle ultime ore, Trump ha continuato nei giorni scorsi a difendere l'operato della sua amministrazione sull'Iran definendo il rincaro della benzina provocato dalla guerra "un piccolo prezzo da pagare". Ma per gli automobilisti americani il conto è sempre più salato e rischia di diventare una batosta per i repubblicani, chiamati a difendere le maggioranze al Congresso.  

Il presidente ha più volte minimizzato l'impatto dei rincari, sostenendo che l'intervento militare sia necessario per impedire all'Iran di ottenere un'arma nucleare. Durante una tappa elettorale in North Carolina, Trump ha sottolineato che "è un prezzo molto basso da pagare per quello che abbiamo fatto", aggiungendo che sarebbe stato disposto ad accettare aumenti anche più consistenti. Sabato scorso, a un comizio in Georgia, è tornato a rivendicare i vantaggi per l'industria energetica americana: "Stiamo facendo una fortuna", ha detto, ammettendo che i suoi collaboratori gli avevano suggerito di non insistere sui guadagni mentre i consumatori pagano di più. "Ma ho detto che non me ne importa un accidente. Lo dirò", ha aggiunto, promettendo che i prezzi alla pompa scenderanno. Già a settembre aveva previsto che il petrolio avrebbe cominciato a calare "subito dopo le elezioni".  

Dal canto loro i democratici contestano la linea della Casa Bianca e legano direttamente il caro carburante alla decisione di una possibile entrata in guerra. Il rincaro, sostengono, smentisce le promesse di Trump di abbassare il costo della vita e si somma alle difficoltà legate ai prezzi di alimentari e altri beni. L'opposizione insiste anche sul fatto che il costo del carburante non si ferma al distributore: quando aumentano benzina e diesel, crescono le spese per trasportare merci e produrre beni, con effetti che possono arrivare fino agli scaffali dei supermercati. La Casa Bianca replica che i prezzi torneranno a scendere quando il conflitto sarà finito e rivendica i risultati della propria strategia energetica. 

Le differenze tra gli Stati sono marcate. Secondo i dati diffusi dall'American Automobile Association l'8 ottobre, la California registrava il prezzo medio più alto del Paese, a 6,34 dollari al gallone, seguita dalle Hawaii a 5,63, dallo Stato di Washington a 5,46 e dal Nevada a 5,45. Si tratta di mercati in cui il pieno costa sensibilmente più della media nazionale, anche se potrebbe avere un peso particolare negli Stati in cui la competizione elettorale è più serrata, dove anche il malcontento per l'aumento delle spese quotidiane può incidere sulle scelte degli elettori. 

Sul piano politico, l'attenzione è puntata anche su Stati come Ohio, Texas e Iowa, dove i repubblicani devono affrontare sfide all'ultimo voto, almeno secondo i sondaggi, e il caro diesel colpisce settori importanti dell'economia locale. In Ohio, un elettore ha raccontato di essersi orientato maggiormente verso i democratici dopo essersi irritato per la scelta di Trump di entrare in guerra. "Dove sono i repubblicani al Congresso?", si è chiesto. "Perché non chiedono conto a Trump delle sue decisioni?". Anche tra alcuni sostenitori del presidente emergono dubbi: "A un certo punto bisogna chiedersi: ne vale la pena?", ha osservato un elettore del Michigan, parlando del costo del pieno. 

 

Intanto l'ultimo sondaggio nazionale di Nbc News, condotto tra il 28 e il 30 ottobre, delinea uno scenario da incubo per il tycoon. I democratici registrano infatti un vantaggio di sette punti sui repubblicani nella corsa per il controllo del Congresso, mentre il tasso di disapprovazione del presidente raggiunge il livello record del 60%. 

Il 52% degli elettori registrati preferisce un Congresso controllato dai democratici, contro il 45% favorevole ai repubblicani e il 3% di indecisi. Il vantaggio democratico è aumentato di due punti rispetto alla rilevazione di settembre e sale a 21 punti tra gli indipendenti. Il gradimento di Trump si attesta invece al 40%, mentre il 64% degli intervistati ritiene che il presidente non abbia soddisfatto le aspettative, contro il 34% di giudizi positivi. Il 70% degli elettori giudica sbagliata la direzione intrapresa dal Paese, nove punti in più rispetto a un anno fa, e circa due terzi chiedono un cambiamento rispetto alle politiche dell'amministrazione. 

Il sondaggio evidenzia inoltre una diffusa insoddisfazione economica: circa tre elettori su quattro si dichiarano scontenti della situazione del Paese e, per la prima volta in trent'anni di rilevazioni Nbc, la percentuale di chi è insoddisfatto delle proprie condizioni finanziarie (51%) supera quella dei soddisfatti (49%). Inflazione e costo della vita restano le principali preoccupazioni. I democratici hanno un vantaggio di un punto sulla gestione dell'inflazione, mentre i repubblicani conservano un margine di due punti sull'economia e di cinque sulla corruzione. Nonostante il vantaggio nelle intenzioni di voto, soltanto il 29% degli intervistati esprime un giudizio positivo sul Partito democratico, contro il 38% per quello repubblicano. Elevata anche la mobilitazione elettorale: il 70% assegna un punteggio di 9 o 10 su 10 al proprio interesse per il voto, con i democratici avanti di 12 punti tra gli elettori più coinvolti. Tra i repubblicani, il gradimento di Trump raggiunge il 93% nell'area Maga, ma scende al 54% tra quanti non si riconoscono nel movimento. 

 

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2 nov 2026

Manovra, Sumai: "Dimenticati 18mila specialisti ambulatoriali, a rischio sanità territoriale"

(Adnkronos) - "Abbiamo letto con attenzione il disegno di legge di bilancio 2027-2029 e la sua Relazione tecnica. Il risultato è tanto semplice quanto grave: ancora una volta i 18 mila specialisti ambulatoriali convenzionati, i veterinari e i professionisti che operano con l’Accordo collettivo nazionale Sumai non esistono. Non sono mai citati. Nel testo non compaiono le parole 'specialisti ambulatoriali', 'personale convenzionato', 'Accordo collettivo nazionale'. La specialistica ambulatoriale ricorre solo due volte, e sempre come tipologia di prestazione, mai come categoria di professionisti che quelle prestazioni le erogano ogni giorno negli ambulatori pubblici del Paese". Così in una nota Antonio Magi, segretario generale del Sumai Assoprof, il sindacato di categoria maggiormente rappresentativo, commenta la manovra finanziaria. 

"Nonostante l’impegno del ministro della Salute Orazio Schillaci – aggiunge Magi – il Mef nella finanziaria ha previsto meno risorse di quelle richieste e, per la quarta volta in quattro anni, ha ignorato il contributo della specialistica ambulatoriale convenzionata interna: quei 18 mila professionisti che operano ai sensi del D.Lgs. 502/92. È una dimenticanza che pesa perché arriva nel momento in cui tutti, prima delle elezioni, a parole, dicono di voler rafforzare l’assistenza territoriale, ridurre le liste d’attesa e alleggerire i pronto soccorso". 

La manovra - si legge nella nota - aumenta il fabbisogno sanitario nazionale di 2.365 milioni nel 2027. Vediamo dove vanno i fondi 'mirati': 500 milioni l’anno per aggiornare le tariffe dei ricoveri ospedalieri per acuti; 380 milioni per l’indennità di pronto soccorso del personale dipendente; 300 milioni per le prestazioni aggiuntive contro le liste d’attesa, riservati ai soli dipendenti del Ssn e non per i convenzionati; tre punti in più sul tetto di spesa per l’acquisto di prestazioni dai privati accreditati, per assorbire nuove tariffe che la stessa Relazione tecnica stima in 365 milioni l’anno; una Carta da 300 euro per gli over 75 da spendere in beni e prestazioni sanitarie. "Quindi ospedale, Pronto soccorso, Privato accreditato. Per la specialistica ambulatoriale pubblica a rapporto convenzionale, che è lo strumento più diretto e meno costoso per aumentare l’offerta pubblica e abbattere le attese, invece non è previsto nulla - riferisce la nota - . Non c’è un euro per il rinnovo delle convenzioni: gli oneri dell’Acn 2025-2027 vengono lasciati all’incremento indistinto del fondo o alla libera disponibilità delle Regioni, senza alcuna garanzia. Non un euro in più. E le due leve introdotte per il personale, prestazioni aggiuntive e indennità, escludono i convenzionati. A parità di funzione assistenziale, per professionisti che lavorano assieme, accanto uno all’altro, per la stessa identica attività esistono retribuzioni che hanno due pesi e due misure. Vergogna".  

 

"Lo diciamo con chiarezza: senza gli specialisti ambulatoriali la riforma dell’assistenza territoriale resta sulla carta. Le Case della comunità, la presa in carico dei pazienti cronici, la diagnostica di primo livello, la continuità tra medico di famiglia e ospedale si reggono sul lavoro quotidiano di migliaia di specialisti che in silenzio e spirito di servizio garantiscono con fatica ed impegno quotidiano visite specialistiche ed esami strumentali, sul territorio, vicino a casa dei cittadini" aggiunge Magi. "Se il territorio non viene potenziato - avverte il segretario generale di Sumai Assoprof - il paziente non ha alternative: torna in Pronto soccorso, finisce in ospedale, oppure paga di tasca propria. È il paradosso di questa manovra: si finanziano gli effetti, ricoveri e accessi impropri al Pronto soccorso, e si dimentica la causa, cioè un territorio che non riesce a rispondere. Si spende di più per curare dopo, invece di investire per curare prima e meglio. Alla faccia della riforma sanitaria del territorio, del Pnrr e del Dm 77, con miliardi spesi per Case della comunità e Ospedali di comunità che rimangono e rimarranno vuoti senza personale". 

"Gli specialisti ambulatoriali hanno sempre garantito il servizio, anche negli anni più difficili, senza mai far mancare la propria presenza ai cittadini. Ma la pazienza ha un limite. Se nel corso dell’esame parlamentare non arriveranno risposte chiare, il Sumai è pronto alla mobilitazione nazionale della categoria, in tutte le province, per difendere non soltanto il lavoro dei professionisti, ma il diritto dei cittadini a essere curati sul territorio, vicino a casa e senza attese infinite. Investire sulla specialistica ambulatoriale pubblica non è un costo: è la condizione perché il Servizio sanitario nazionale resti pubblico, universale e sostenibile", conclude Magi.  

2 nov 2026

"Freezer guasti, manomessi dagli hacker": gli attacchi in Toscana, Emilia Romagna e Sicilia

(Adnkronos) - Dopo l'Europa, gli hacker colpiscono anche i supermercati in Italia. Guasti si sono registrati in Sicilia, in sei punti vendita, ma segnalazioni sono arrivate anche da un'azienda toscana, operante nella ristorazione collettiva, e da una dell'Emilia Romagna, attiva nella produzione dei surgelati.  

"Abbiamo avuto la conferma che si tratta di un attacco hacker in almeno quattro supermercati Coop in Sicilia" dice all'Adnkronos Giuseppe Spadaro, direttore generale del gruppo Coop Radenza, che gestisce supermercati a marchio Coop in Sicilia. "La situazione è al momento sotto controllo, posso confermare che abbiamo avuto degli attacchi, ma il problema è stato già circoscritto. Abbiamo appurato che sono stati attacchi che stiamo gestendo con gli organi di controllo. Abbiamo avviato i protocolli con l'Agenzia per la cybersicurezza nazionale (Acn)".  

"Abbiamo fatto un check per verificare l’andamento della situazione, per ora è tutto tranquillo, non registriamo anomalie nel sistema di refrigerazione" spiegano, poi, da Coop all'Adnkronos dopo alcuni episodi in Sicilia, in supermercati di una catena che lavora in franchising con il marchio Coop, al di fuori della rete di gestione diretta del marchio. "Il nostro istituto interno che si occupa di progettazione, gestione e funzionamento dei punti vendita - un pool di architetti e ingegneri - sta monitorando i sistemi di controllo della rete Coop, sistemi evoluti che ci consentono di tenere sotto controllo tutto quello che può succedere. Sono ragionevolmente tranquilli, confortati dalla disponibilità di questi sistemi di controllo adeguati". 

La notizia arriva, dopo che sono stati colpiti centri commerciali in mezza Europa. In Belgio, Svezia, Lussemburgo, Olanda, Finlandia, Irlanda ed Estonia, alterando da remoto le temperature degli impianti di refrigerazione che sono arrivati anche a toccare i 50 gradi.  

 

Martedì 3 novembre, alle 11.30, si terrà a Palazzo Chigi una riunione, coordinata dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano, per fare il punto sull’ondata di attacchi hacker che ha interessato in Europa i sistemi di refrigerazione commerciale. Parteciperanno il direttore dell’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale e i direttori delle Agenzie di intelligence. 

In particolare l'agenzia per la Cybersicurezza Nazionale ha lanciato un'allerta agli operatori della grande distribuzione, della logistica alimentare e della filiera del freddo, dopo gli attacchi informatici che hanno colpito aziende di diversi Paesi europei. L'agenzia invita le imprese a verificare con urgenza l'eventuale esposizione online dei sistemi di controllo, teleassistenza e a isolarli dalle reti aziendali. 

Tra le misure raccomandate il rafforzamento degli accessi remoti tramite Vpn e autenticazione multifattore, il controllo degli account privilegiati e l'aggiornamento dei dispositivi non più supportati. "Al momento Acn ha ricevuto una notifica Nis di incidente da parte di un'azienda toscana operante nel settore della ristorazione collettiva e ha rilevato un attacco, non ancora notificato, ai danni di un'impresa emiliana della produzione di surgelati", spiega l'Agenzia, che ha intensificato i monitoraggi per individuare eventuali ulteriori casi. 

Per domani è stato convocato un incontro con le Federazioni di settore e le principali aziende della grande distribuzione. L'obiettivo, sottolinea Acn, è "rafforzare la capacità di resistenza delle aziende e sollecitare, se necessario, l'adozione immediata delle misure di prevenzione e mitigazione".  

 

A quanto apprende l’Adnkronos il Copasir è pronto a chiedere informazioni al governo, dopo le notizie degli attacchi informatici che stanno interessando i sistemi della catena del freddo di numerosi operatori in diversi Paesi europei. Domani, alle 14, era già prevista la seduta del Comitato con all’ordine del giorno l’audizione del direttore dell’Agenzia Informazioni per la Sicurezza Interna (Aisi), Bruno Valensise. Sarà, quindi, l’occasione per riunirsi e chiedere all’esecutivo aggiornamenti sulla situazione. Tra l’altro per il giorno successivo, mercoledì 4 novembre alle 13.30, era già in calendario davanti al Copasir l’audizione del direttore generale dell'Agenzia per la cybersicurezza nazionale (Acn), Andrea Quacivi: sarà senz’altro la sede per avere ulteriori informazioni.  

 

2 nov 2026

Alcol e rischio cancro, conta anche un solo bicchiere: gli studi

(Adnkronos) - Un po' di vino non fa male? Non è così. Il consumo di alcol è associato al rischio di sviluppare almeno 7 diversi tipi di cancro: del cavo orale, della gola, della laringe, dell'esofago, della mammella, del colon-retto e del fegato. I dati suggeriscono che qualsiasi quantità di alcol, in particolare, potrebbe incidere sul rischio legato al cancro al seno. Secondo il quadro complessivo, definito sulla base di una serie di studi, "in sostanza bere circa un bicchiere di vino al giorno – o comunque una porzione standard di alcol – aumenta il rischio di cancro al seno a lungo termine di circa il 10%", afferma Anne McTiernan, medico internista ed epidemiologa che si occupa di prevenzione oncologica presso il Fred Hutch Cancer Center di Seattle, come riporta il Washington Post. 

McTiernan è stata tra gli autori principali di un report redatto già nel 2017. In quell'occasione, la scienziata evidenziò che "non esiste un livello di consumo di alcol che possa considerarsi del tutto sicuro" in relazione al tumore al seno. Tale linea, evidenzia il quotidiano americano, è stata condivisa dall'Oms in un documento del 2023: nel testo si afferma che "non esiste una quantità sicura di alcol". Anche l'American Cancer Society, nel 2020, ha modificato il proprio orientamento: non raccomanda più la moderazione ma suggerisce che "la scelta migliore sia non bere affatto". In Italia, il tema viene periodicamente riproposto dal professor Silvio Garattini, fondatore e presidente dell'Istituto di ricerche 'Mario Negri'. "In Italia non si può dire ma il vino è cancerogeno", dice lo scienziato. 

I dati acquisiti nel corso degli anni contribuiscono a inquadrare meglio il rischio: nel 2019, circa il 16% dei casi di tumore al seno è risultato riconducibile al consumo di alcolici. Si tratta di una percentuale superiore a quella — pari a circa il 10% — legata a mutazioni genetiche, come quelle a carico dei geni BRCA1 e BRCA2. 

Le donne sono spesso molto consapevoli dei rischi associati alla familiarità, "ma non è possibile modificare il proprio corredo genetico", afferma la professoressa Carmen Calfa, oncologa specializzata in tumori al seno presso il Sylvester Comprehensive Cancer Center dell'University of Miami Health System. "Rinunciare a un bicchiere di vino o scegliere una bevanda analcolica al posto di un cocktail sono azioni che le donne possono compiere", sottolinea l'esperta, aggiungendo tuttavia che molte persone "semplicemente non ne sono consapevoli". 

Gli scienziati hanno formulato diverse ipotesi relative al legame tra alcol e cancro. Nel caso del tumore al seno, alcuni fattori appaiono determinanti. Con l'assunzione di alcol, l'organismo scompone l'etanolo in acetaldeide, una sostanza chimica tossica in grado di danneggiare il Dna. "Il nostro corpo è in grado di attivare meccanismi per riparare i danni al Dna, ma non riesce a rimediare se il danno è ampio e costante", spiega McTiernan. L'alterazione del Dna crea le condizioni affinché le cellule si riproducano o crescano in modo irregolare, favorendo potenzialmente la formazione di cellule tumorali. 

Inoltre, è acclarato che il consumo di alcol aumenta i livelli di estrogeni in circolo, probabilmente anche stimolando l'aromatasi, un enzima presente in diversi tessuti dell'organismo. Come spiega Calfa, la maggiore attività dell'aromatasi, che porta a elevati livelli di estrogeni nel sangue, può alimentare i tumori al seno definiti "recettore-estrogeno positivi": si tratta della tipologia di cancro al seno più diffusa e, contemporaneamente, presenta il legame più forte con il consumo di alcol. 

Ovviamente, la quantità di alcol consumata è un elemento chiave nel quadro complessivo. Una meta-analisi pubblicata su The Breast ad aprile 2026 sottolinea che chi beve molto alcol presenta un rischio di cancro al seno superiore del 52% rispetto a chi non consuma alcolici. Cosa c'è nel bicchiere è secondario: vino, birra, superalcolici. Il rischio aumenta ulteriormente se si comincia a bere in giovane età, quando le cellule mammarie potrebbero non essere mature.  

2 nov 2026

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