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Famiglia nel bosco, Palmieri (Inpef): "Su Catherine realtà alterata, ingiusto biasimare scelta di accogliere sua testimonianza"

(Adnkronos) - "La notizia 'C.B. insegna pedagogia con una retribuzione lauta' è una vera e propria alterazione della realtà, forse dovuta ad una maldestra ricerca di una sintesi affrettata, ma con il pericolo che la cavalchi con acrimonia e malignità chi vorrebbe che si procedesse per modelli predeterminati e conformi all'opinione dei molti. La nostra scelta è diversa, è quella del pluralismo e del multiculturalismo: si dà voce a tutti; si acquisiscono le esperienze; sulle esperienze si riflette con libertà di valutazione e di critica, ma non si giudicano le persone in base a parametri di 'normalità' o 'diversità'". Così, in una nota, Vincenza Palmieri, presidente dell'Inpef, l'istituto nazionale di pedagogia familiare per il quale Catherine Birmingham, la mamma della cosiddetta 'famiglia nel bosco', dovrebbe tenere un corso sull''Intelligenza naturale'. 

Commentando le notizie circolate dopo la notizia della decisione di affidare un corso a Catherine, la presidente Palmieri scrive: "Il male del secolo non è la noia, ma l'alterazione. Di fronte alla comunicazione che corre veloce, occorre resistere alla tentazione di cercare sintesi improprie, efficaci come slogan ma nemiche della riflessione e della ponderazione sulla correttezza e attendibilità delle fonti". Si tratta, prosegue, del "problema che ci poniamo quando sentiamo l'esigenza di filtrare le cosiddette 'fake news' e, prima ancora, della questione di stabilire fino a che punto la riflessione umana, che non è fatta solo di intelletto ma anche di sensibilità e di solidarietà, possa essere sostituita o anche solo oscurata dall’accumulo di dati indiscriminati, in cui potrebbe risolversi un uso inappropriato dell'intelligenza artificiale. Il tema - sottolinea - è grande e sta impegnando istituzioni e personalità del più alto livello, a cominciare dal Pontefice".  

Proprio in quest'ottica, spiega, "è nato un progetto antropologico e culturale, curato dall'Istituto nazionale di pedagogia familiare. Un corso di alta formazione culturale, aperto a tutti, in cui si rifletterà sul tema, diventato centrale, di come debba essere intesa l'intelligenza artificiale". E aggiunge: "Presiedere l'Inpef è il passo di un percorso che viene da un'esperienza antica, partita anche con l'insegnamento nelle scuole serali, quelle dell'inclusione, quelle che si svolgevano casa per casa, persona per persona, lavoratore per lavoratore; quelle che ponevano al centro un dialogo ed uno scambio di esperienze, prima ancora che una nozione da mandare a memoria o una regola grammaticale da applicare. Ecco perché da sempre l'Inpef cerca di coniugare due esigenze: chi vi svolge attività di docenza deve essere un esperto della materia trattata, titolato sul piano accademico, professionale, didattico e istituzionale. Ma all'attività dei docenti viene talvolta affiancata la raccolta di testimonianze e di voci della società civile, con apertura pluralista anche - e forse soprattutto - a chi è considerato diverso, 'non conforme', particolare: così che sulla proposta anche di una minoranza (o addirittura di un singolo) si possa riflettere come sulla scienza acquisita nei programmi di docenza". 

Nel corso di decenni di attività dell'Istituto, avverte la presidente, "in centinaia sono stati chiamati a portare testimonianza della propria esperienza: su scelte relazionali, professionali, familiari, culturali. A tutti è stata data voce, senza guardare né, da un lato, alla fama già acquisita; né, dall’altro lato, a nomee di diversità o di 'anormalità'. E con tutti si è dialogato: italiani e stranieri; cristiani e non cristiani; religiosi e atei o appartenenti a confessioni altre, anche spesso additate, in modo malizioso e disinformato. A tutti si è prestato ascolto; a nessuno si è consentito di ergersi a maestro o portavoce di una verità non criticabile". Ed è in questo contesto che, "nell'ambito della riflessione sui modelli dell'intelligenza 'naturale' e 'artificiale' è sorta spontanea - forse addirittura scontata - l'esigenza di acquisire la testimonianza di chi, come la signora C. B., non ha rinnegato una scelta di vita improntata al contatto diretto tra gli esseri umani e con la natura, allo scambio affettivo e relazionale nella natura, ma senza chiusure all'evoluzione possibile".  

Proprio per questo, "non è condivisibile che la scelta di accogliere ed ascoltare questa testimonianza venga biasimata in ragione del fatto che si dia voce a chi è percepito come 'diverso' o 'superato' o anche solo 'non conforme' ad un modello sociale condiviso dai più o praticato in modo statisticamente maggioritario". E "non è giusto, inoltre, procedere per approssimazione e per 'alterazione', fino a dire che la raccolta di quella testimonianza sia un inappropriato incarico di docenza". Del resto, "chi testimonia la propria esperienza non si pone in cattedra; tantomeno lo pone in cattedra l'Inpef, che cattedre non gestisce (e che si limita, piuttosto, in onestà e trasparenza, a riconoscere un minimo rimborso di spesa a chi si presta a trasmettere la propria esperienza a chi voglia farne argomento di seria riflessione)". E "men che mai si assegna, sulla base della condivisione di una scelta individuale, un incarico di docenza pedagogica".  

"L'Inpef - conclude la presidente Palmieri - non impartisce lezioni di pedagogia e il pedagogista familiare è figura professionale del tutto diversa e autonoma rispetto al pedagogista: il primo è lo scienziato delle relazioni e dei diritti della famiglia e nella famiglia; il secondo è lo scienziato dell’insegnamento e dell’educazione. Tra le due figure è possibile e proficua la collaborazione, non certo la confusione". 

4 nov 2026

Midterm, Bassetti e Pregliasco: "Voto Usa è sconfitta per Trump e anti-scienza"

(Adnkronos) - Una sconfitta per le posizioni anti-scienza e no vax. Il risultato delle elezioni di midterm negli Stati Uniti ha un significato che va al di là del perimetro puramente politico, come affermano Matteo Bassetti e Fabrizio Pregliasco. "L'America ha mandato un messaggio fortissimo: una sonora bocciatura politica per Trump e il suo progetto oscurantista. Vince la ragione contro il complottismo, la scienza contro l’antiscienza, i diritti civili contro il regresso. Trump e Kennedy Jr. hanno fatto della disinformazione e della guerra alla scienza una bandiera. Gli elettori hanno presentato il conto. Ora il messaggio deve arrivare in tutto il mondo, Italia compresa: il progresso non si combatte, si difende", la riflessione di Bassetti, professore di malattie infettive all'università di Genova. Il significato di questo esito elettorale, per l'esperto, interessa anche l'Italia.  

"Il mondo moderato, democratico e pro-scienza si faccia sentire", invita l'infettivologo in un post su X. "Non lasciamo il futuro agli oscurantisti. Il significato di questo risultato va oltre gli equilibri parlamentari: riguarda il rapporto tra democrazia, diritti, conoscenza e scienza. Il messaggio riguarda da vicino anche l'Italia - argomenta l'esperto - Nel nostro Paese l'antiscienza è tornata a occupare troppo spazio, anche nei luoghi di governo. Negli ultimi quattro anni abbiamo assistito alla legittimazione di posizioni no-vax, alla diffusione di teorie antiscientifiche e a un preoccupante arretramento della cultura scientifica nel dibattito pubblico. Non soltanto ai margini, ma anche dentro le istituzioni. Le scelte sul reintegro dei sanitari non vaccinati, la cancellazione delle sanzioni per chi aveva rifiutato il vaccino e le polemiche sulle nomine in ambito sanitario sono segnali di un problema che non possiamo ignorare. Trump e Kennedy Jr. hanno portato questa contrapposizione a una dimensione internazionale. L'Italia non deve seguire questa strada. La scienza non è un'opinione. La salute pubblica non è terreno di propaganda. Il progresso non può essere ostaggio delle ideologie". 

Il risultato americano, conclude il direttore della Clinica di Malattie infettive del Policlinico San Martino di Genova, "riporta al centro una domanda fondamentale: quale società vogliamo costruire? Una società che investe nella ricerca, nell'istruzione, nella libertà, nei diritti civili e nel pensiero critico, oppure una che lascia spazio a paure, complottismi e oscurantismo? Il progresso non si combatte, si difende. E quando si volta le spalle alla scienza, prima o poi la realtà presenta il conto". 

Il voto decreta "una sconfitta per le politiche no-vax di Trump" per il virologo Fabrizio Pregliasco. "Non possiamo attribuire il risultato elettorale alla sola questione sanitaria - precisa - ma auspico che il nuovo equilibrio politico possa favorire un ripensamento delle scelte in materia di prevenzione". 

"Guardo con soddisfazione alla possibilità che, dopo il risultato delle elezioni americane, si apra una riflessione critica sulle politiche sanitarie dell'amministrazione Trump, soprattutto per quanto riguarda le vaccinazioni. La salute pubblica non può diventare terreno di scontro ideologico, né essere condizionata da posizioni che mettono in discussione decenni di conquiste scientifiche", afferma il direttore della Scuola di specializzazione in Igiene e Medicina preventiva dell'università Statale di Milano. "Le scelte dell'amministrazione Trump e del segretario alla Salute Robert Kennedy Jr. - sottolinea - hanno alimentato preoccupazioni nella comunità scientifica internazionale. Ridimensionare le raccomandazioni vaccinali e diffondere dubbi non sostenuti dalle evidenze significa rischiare di compromettere la fiducia dei cittadini nella prevenzione". 

Pregliasco si aggancia alla cronaca: "Il ritorno del morbillo negli Stati Uniti, con migliaia di casi registrati" e un bimbo morto nello stato di New York, primo decesso da 30 anni, "dimostra quanto sia pericoloso abbassare la guardia. Le vaccinazioni hanno salvato milioni di vite e rappresentano uno dei più importanti successi della medicina moderna", ribadisce il medico che chiosa: "La scienza non è democratica nel senso che le evidenze non si decidono a maggioranza. Devono essere rispettate, indipendentemente da chi governa. Difendere i vaccini significa difendere la salute di tutti, soprattutto dei più fragili". 

4 nov 2026

Napoli, allarme del procuratore Gratteri: "Mancano 10 gip, a Natale arriveremo a 2000 richieste di misure cautelari ferme"

(Adnkronos) - "A settembre erano ferme al gip 1300 richieste di misure cautelari, ad oggi sono 1590 ed entro Natale arriveremo a 2000. Servono almeno 10 giudici all'Ufficio Gip, altrimenti non reggono il ritmo della Procura". A lanciare l'allarme è il procuratore di Napoli, Nicola Gratteri, che ha parlato nel corso della conferenza stampa per illustrare i risultati di un'operazione condotta dalla squadra mobile della Questura di Napoli e dal commissariato di polizia di Pianura, con 28 arresti di tre clan diversi nel quartiere Pianura.  

"Ne ho già parlato a settembre - ha precisato Gratteri - ma i numeri continueranno ad aumentare perché stiamo lavorando bene, in particolare con la DDA dove ho aumentato il numero di magistrati. Da allora non ho registrato nessun cambiamento e di questo passo a dicembre avremo 2000 richieste di misura cautelare ferme al gip. Spero che qualcuno ci ascolti e faccia qualcosa". 

Dalle prime luci dell’alba, la Polizia di Stato, con il coordinamento della Procura Distrettuale Antimafia di Napoli, ha condotto un’attività di polizia giudiziaria nei confronti di esponenti di tre clan di camorra nel quartiere Pianura. Personale della Squadra Mobile di Napoli, con l’ausilio del Commissariato Pianura, hanno dato esecuzione a un provvedimento cautelare nei confronti di 28 soggetti gravemente indiziati, a vario titolo, dei reati di associazione di stampo mafioso, estorsione, traffico di stupefacenti, spaccio di stupefacenti, detenzione e porto abusivi di armi da fuoco, vendita abusiva di armi da fuoco, aggravati dal metodo mafioso. 

4 nov 2026

Università degli Studi Link conferisce a Luca Beccari il premio 'Eccellenza Economia, Salute e Società'

(Adnkronos) - L’Università degli Studi Link di Roma ha conferito il Premio di Eccellenza 'Economia, Salute e Società' a Luca Beccari, segretario di Stato per gli Affari Esteri, gli Affari Politici, la Cooperazione Economica Internazionale e la Transizione Digitale della Repubblica di San Marino. La cerimonia è avvenuta nell’ambito di un incontro che, davanti a una platea composta principalmente dai rappresentanti diplomatici di molti Paesi, ha visto protagonisti il presidente del Consiglio di Stato, Luigi Maruotti, che ha sottolineato dell’importanza di San Marino nel contesto internazionale, il viceministro italiano agli Affari Esteri e alla Cooperazione Internazionale, Edmondo Cirielli, che ha parlato delle relazioni bilaterali tra Italia e San Marino, e l’ambasciatore Giampiero Massolo, che ha fatto un inquadramento generale geopolitico con un focus sulle elezioni americane di midterm. 

L’Università degli Studi Link ha istituito il Premio di Eccellenza 'Economia, Salute e Società', per offrire un riconoscimento a eminenti personalità che si sono distinte per alti meriti nei campi dell’economia, della finanza, del management, del diritto, delle relazioni internazionali e della medicina. A fare gli onori di casa è stato il magnifico rettore della Link, Carlo Alberto Giusti, che ha spiegato: "Quest’anno assegniamo il Premio di Eccellenza al Segretario di Stato per gli Affari Esteri della Repubblica di San Marino, Luca Beccari, per aver condotto fino alla firma l’Accordo di associazione tra San Marino e l’Unione europea. Firmato a Bruxelles il 19 ottobre scorso, l’accordo arriva dopo oltre undici anni di negoziato. Tenere aperta una trattativa così lunga e portarla a compimento richiede competenza, pazienza e un’idea chiara di ciò che si vuole difendere. Credo che questo premio non potesse trovare un destinatario più coerente con il suo nome. L’accordo parla di economia, perché apre a San Marino il mercato interno europeo, con le stesse regole e le stesse condizioni degli Stati membri, ma parla anche di salute, di società e di ambiente: norme che, prima di tutto, proteggono le persone". 

Luca Beccari ha illustrato una relazione dal titolo “Le traiettorie di politica estera della Repubblica di San Marino tra percorsi di tradizione e nuove complessità”. “Questo Premio – ha commentato Beccari – è un riconoscimento alla Repubblica di San Marino, che ha saputo ottenere una visibilità a livello internazionale per la sua politica estera, basata sul concetto di neutralità attiva. Per noi neutralità non significa astensione, specie se si devono difendere i valori fondamentali, i principi del diritto internazionale e il multilateralismo, che va sostenuto costantemente”. In occasione della prima edizione il premio è stato assegnato ad Antonio Patuelli, presidente dell’Associazione Bancaria Italiana, mentre nella seconda edizione è stato premiato Bernhard Scholz, presidente della Fondazione Meeting per l’amicizia fra i popoli Ets. Per la terza edizione il Comitato Scientifico e il Senato Accademico dell’Università degli Studi Link hanno stabilito di conferire il premio a Luca Beccari per aver condotto fino alla firma lo storico Accordo di associazione tra San Marino e l’Unione europea, che apre una nuova stagione di integrazione economica, cooperazione e sviluppo sociale, e per aver affermato, nella tradizione di una neutralità attiva, il ruolo di San Marino come attore di pace e di diritto nella comunità internazionale. 

4 nov 2026

Clima, Marinali (Utilitalia): "Aggregare operatori più piccoli e unire forze di fronte a crisi"

(Adnkronos) - "Ormai non parliamo più di emergenza climatica, ma di una nuova normalità. Quest'anno si è registrato un aumento delle temperature medie ad agosto di 3,5 gradi. E la prima risorsa cui si guarda quando c'è una crisi climatica è l'acqua. Il settore ha fatto investimenti importantissimi per garantire la resilienza dei sistemi idrici, ma la logica è quella di garantire investimenti che consentano l'accumulo della risorsa idrica nei periodi in cui questa è più abbondante, quindi in autunno e in inverno, e poi il rilascio di questa risorsa nei periodi più carenti, quindi in estate". Così Barbara Marinali, vicepresidente vicario di Utilitalia, ai microfoni dell'Adnkronos in diretta da Ecomondo, la manifestazione sulla green, blue e circular economy, alla Fiera di Rimini fino al 6 novembre. Investimenti "in un territorio italiano che è molto frammentato dal punto di vista delle gestioni idriche", osserva.  

"Le gestioni idriche vengono in genere fatte da operatori molto piccoli a livello locale, specialmente al Sud. Quindi quello che noi promuoviamo è l'aggregazione, cioè cercare di crescere dimensionalmente in forme che poi saranno decise dai vari territori - sottolinea Marinali - Abbiamo siglato un patto molto importante, in occasione della recente assemblea del settore, che ci vede uniti nella resilienza con 65 firmatari". Quanto ai fondi del Pnrr, Marinali evidenzi che "sono stati un'iniezione di liquidità per il settore che ci ha rimesso e ci ha concesso di portare gli investimenti a un livello estremamente elevato, in linea con quelli dell'Europa. Abbiamo investito oltre il 95% dei fondi stanziati, ora bisogna mantenere un livello di risorse costanti, anche piccolissime da parte pubblica". 

4 nov 2026

Innovazione, Smau Milano 2026 premia Sea Vision e PlanEat per welfare aziendale

(Adnkronos) - "La pausa pranzo al centro di un modello innovativo di welfare aziendale capace di coniugare benessere delle persone, lotta allo spreco alimentare e sviluppo tecnologico". Con queste motivazioni, Sea Vision, azienda italiana leader nello sviluppo di sistemi di visione, software di tracciabilità e soluzioni di automazione per l'industria farmaceutica, ha ricevuto il premio innovazione a Smau Milano 2026, in corso presso Allianz MiCo, per il progetto che ha rivoluzionato la pausa pranzo realizzato in collaborazione con PlanEat, società benefit di Pavia che sviluppa soluzioni per la pianificazione alimentare di aziende, privati e mense scolastiche. 

Il riconoscimento - spiegano in una nota Sea Vision e PlanEat - premia un percorso di welfare alimentare avviato nel 2022 in occasione del trasferimento di Sea Vision nella attuale sede aziendale di Pavia, che conta circa 260 dipendenti, ed è priva di mensa interna. L'esigenza era ripensare il servizio dedicato alla pausa pranzo individuando una soluzione capace di superare i modelli tradizionali, come il buono pasto o la mensa, e di offrire ai dipendenti un'esperienza più flessibile, salutare e consapevole. Da questa necessità è nata la collaborazione con PlanEat che ha permesso di introdurre un ecosistema digitale integrato attraverso il quale i collaboratori programmano con anticipo i pasti selezionandoli tramite app o web app, accedono a menu e informazioni nutrizionali dettagliate, gestendo il proprio credito aziendale e beneficiando di un'offerta personalizzata. La piattaforma fornisce inoltre indicazioni sull'equilibrio nutrizionale del pasto, secondo i principi della dieta mediterranea, aiutando gli utenti a compiere scelte alimentari più consapevoli.  

Nel corso degli anni il progetto si è progressivamente evoluto, ampliando servizi e funzionalità per rispondere alle esigenze delle persone. Accanto alla gestione della pausa pranzo, sono stati introdotti pick-up point dedicati alla distribuzione della spesa personale ordinata tramite la stessa piattaforma, contenitori riutilizzabili per ridurre ulteriormente l'impatto ambientale e nuove iniziative dedicate al benessere alimentare come la fornitura quotidiana di frutta fresca. Più recentemente, il modello è stato esteso anche ai momenti di pausa durante la giornata lavorativa, includendo una nuova offerta dedicata al coffee break, con vending machine per caffè e snack integrate nello stesso ecosistema. 

L'innovazione del progetto risiede anche nella sua capacità di generare benefici ambientali concreti e monitorati. La piattaforma di pianificazione dei pasti permette di preparare solo il cibo effettivamente prenotato, riducendo lo spreco alimentare già in fase di produzione. Anche sul piano logistico, i pasti vengono consegnati in contenitori tracciati e riutilizzabili fino a 200 volte, che vengono ritirati dopo il consumo, evitando il ricorso a contenitori monouso. I risultati ottenuti hanno consentito a Sea Vision di integrare nel proprio percorso Esg indicatori concreti e misurabili. Secondo le stime della piattaforma PlanEat, dal 2022 a oggi il progetto ha evitato lo spreco di oltre 15.000 kg di cibo rispetto a un servizio di ristorazione tradizionale. A questo cibo non sprecato è associata un’impronta di quasi 40.000 kg di CO₂ equivalente e di oltre 9 milioni di litri d’acqua. 

"Questo premio conferma il valore di un percorso costruito insieme nel tempo, che ha saputo trasformare una necessità organizzativa in un progetto di welfare innovativo e sostenibile - dichiara Paolo Marangolo, Hr manager di Sea Vision - Marchesini Group- Fin dall'apertura della nostra sede di Pavia abbiamo scelto di costruire insieme a PlanEat un servizio capace di coniugare benessere delle persone, qualità dell'esperienza aziendale e attenzione all'ambiente. In questi anni la partnership si è consolidata e ha accompagnato la crescita della nostra organizzazione, diventando un elemento distintivo delle nostre politiche di welfare. Questo riconoscimento ci rende particolarmente orgogliosi perché premia una visione condivisa e dimostra come una collaborazione strategica e duratura possa generare valore concreto per i collaboratori, per l'azienda e per il territorio". 

"Per noi questo è il riconoscimento di una collaborazione pluriennale che ha saputo trasformare un'esigenza quotidiana in un'opportunità di innovazione concreta - dichiara Nicola Lamberti, fondatore di PlanEat - Ci rende particolarmente orgogliosi perché dimostra come l'innovazione possa nascere dalla capacità di rispondere in modo nuovo a un bisogno diffuso nelle aziende, come quello della pausa pranzo. Insieme a Sea Vision abbiamo sviluppato una visione condivisa, in cui il pranzo diventa parte integrante delle politiche di welfare aziendale. In questo modello, ogni pasto rappresenta un'occasione concreta per generare valore per le persone, per l'azienda e per il territorio". 

4 nov 2026

Energia, Dell'Acqua (Arera): "Autosufficienza per ridurre vulnerabilità crisi geopolitiche"

(Adnkronos) - "Bisogna proseguire con le pianificazioni, con il Pniec, che dicono che tra due o tre anni avremo un'autosufficienza energetica maggiore di quella che si ha oggi e gli sbalzi dovuti alla geopolitica ci influenzeranno meno. Occorre andare avanti con le infrastrutture sulle alternative (solare, eolico, idrico, etc.): non è solo una giusta necessità ecologica, ma una necessità di autosufficienza. Materie che possiamo produrre in casa e il mix energetico potrà equilibrare eventuali altri momenti geopolitici, come quello odierno. Dobbiamo andare avanti con gli investimenti infrastrutturali e investire ancora sul gas, anche se sappiamo perfettamente che ha un limite, ma nei prossimi vent'anni ci serve anche il gas e quindi teniamo le nostre infrastrutture al meglio". Così Nicola Dell'Acqua, presidente di Arera (Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente), ai microfoni dell'Adnkronos in diretta da Ecomondo, la manifestazione sulla green, blue e circular economy, alla Fiera di Rimini fino al 6 novembre. 

Nel quadro di tensioni geopolitiche, "abbiamo attivato l'unità di vigilanza energetica e cercato nel nostro piccolo di mantenere fermi i costi per far sì che agli utenti possano essere almeno sgravati gli oneri di sistema senza aumentarli", spiega Dell'Acqua. Quanto alle prospettive dei prossimi mesi, il presidente di Arera non vede un cambio di scenario e ricorda che "le politiche per il riempimento dei nostri serbatoi di gas naturale sono iniziati ad aprile quando altri paesi non lo hanno fatto. Siamo abbondantemente sopra il 90%, quindi la buona notizia è che comunque vada, l'Italia ha il serbatoio di gas necessario per l'inverno, la cattiva notizia è legata alla volatilità dei prezzi, ma su questo vediamo cosa succede".  

Quanto alle bollette, il presidente di Arera dice che un gran numero di persone ancora non conosce bene i loro consumi, "cambiati tantissimi negli ultimi anni", e che dal primo di aprile si entrerà nel mercato libero. "Arera ha attivato il portale dei consumi, dove ogni utente può vedere i suoi consumi, vedere le sue statistiche, capire quanto consuma. E su questo farsi un'idea di quello che potrebbe essere il mercato libero dal primo di aprile e scegliere l'offerta più idonea per sé", sottolinea invitando i media a sensibilizzare rispetto a questo momento di passaggio.  

4 nov 2026

Costa (Ieg): "Come organizzatori di Ecomondo diamo l'esempio sui temi green"

4 nov 2026

Ispra a Ecomondo, le strategie per rigenerare i suoli e proteggere il mare

(Adnkronos) - Ripristino ambientale e tutela del mare. Ispra porta a Ecomondo il suo ruolo nel panorama della ricerca e delle competenze ambientali e il suo impegno nel promuovere la conoscenza scientifica a supporto della transizione ecologica. L’edizione 2026 del Rapporto sul Consumo di suolo in Italia, il lavoro curato dall’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra) e dal Sistema nazionale per la protezione dell’ambiente (Snpa), quest’anno non misura soltanto il fenomeno ma rende disponibile anche una prima mappatura nazionale di suolo potenzialmente recuperabile. Stando ai dati, con oltre 2.100 kmq di superfici disponibili l’Italia può iniziare a recuperare terreno e realizzare nuovi spazi verdi urbani, depavimentare e limitare il consumo di suolo che, nel 2025, ha segnato il record, avanzando di altri 102 kmq a un ritmo superiore a 3 mq al secondo, pari a oltre 280mila metri quadrati al giorno.  

"Quello che riusciamo a fare noi è riportare all'interno di un rapporto un dato che oggi vede la crescita di consumo del suolo e dare un indirizzo per poter ripristinare un percorso grazie anche alle nuove tecnologie - ha detto Maria Alessandra Gallone, presidente dell’Ispra e di Snpa, durante la diretta trasmessa dall’Adnkronos da Ecomondo - Il tema della rigenerazione è la parola chiave. Bisogna cercare di utilizzare ciò che già c'è, ciò che è costruito male e fare in modo di farlo diventare edificio rigenerato". 

Dal territorio al mare con il progetto Pnrr Marine Ecosystem Restoration (Mer) grazie al quale sono stati "raggiunti moltissimi risultati". "Il primo è la nave oceanica che solcherà i nostri mari - ha detto - Abbiamo costruito una nave oceanica che è un laboratorio galleggiante attraverso la quale noi tuteleremo le nostre coste e i nostri fondali. A bordo ogni tipo di strumentazione per andare in profondità fino a 4000 metri ed esplorare le montagne sottomarine. Abbiamo realizzato anche il progetto sulle reti fantasma che andavano ad alterare gli ecosistemi". Insieme al ripascimento delle ostriche, alla ripiantumazione della Posidonia e al monitoraggio delle coste per attività di prevenzione.  

4 nov 2026

Petruzzelli (Lampada Aladino): "Cure oncologiche siano uguali per tutti, indipendentemente dal territorio"

(Adnkronos) - "Anche in oncologia l'innovazione è viva e sta cambiando la quantità e la qualità della vita. Per noi pazienti, però, è fondamentale che i nuovi trattamenti arrivino in tempi rapidi e certi e che l'accesso alle cure non dipenda dal codice di avviamento postale. Non possiamo accettare che la qualità e la quantità delle cure siano condizionate dal territorio in cui si vive". Lo ha detto Davide Petruzzelli, presidente di La Lampada di Aladino Ets e vicepresidente Favo, all'incontro 'Generare innovazione. Creare salute', a Roma, durante il quale sono stati annunciati i progetti vincitori della quinta edizione dei Bandi Gilead. 

Petruzzelli ha indicato tra le priorità anche il passaggio da una logica di prestazione sanitaria a una vera presa in carico della persona. "In oncologia si parla sempre più di cronicità e questo richiede un approccio diverso: non dobbiamo limitarci alla cura dell’organo, della cellula o delle mutazioni. Dietro ogni trattamento ci sono persone, giovani e anziani, che lavorano o non lavorano e che hanno bisogni che vanno oltre la dimensione strettamente sanitaria. È questa la prospettiva in cui misurare il valore reale dell'innovazione".  

Sul fronte delle politiche sanitarie, il rappresentante delle associazioni pazienti ha richiamato la necessità di rendere operative le misure già previste. "Non servono nuovi documenti: bisogna dare attuazione a ciò che abbiamo già scritto. Il Piano oncologico nazionale 2023-2027 è in gran parte ancora inattuato, così come ci sono documenti e accordi sull’oncologia territoriale, sul ruolo delle associazioni dei pazienti e sulla Rete nazionale dei tumori rari. Chiediamo semplicemente che tutto questo venga tradotto nella vita reale delle persone malate". 

4 nov 2026

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