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Nuovo ospedale di Padova, Mapelli (UniPd): "L'ateneo contribuisce alla torre della ricerca"

4 nov 2026

Arabia Saudita, debutta il primo treno ultra lusso: prezzi da 20mila euro a coppia

(Adnkronos) - Dream of the Desert, il primo progetto al mondo dedicato ai viaggi ferroviari ultra-lusso nel deserto e il primo nel suo genere in Arabia Saudita, apre ufficialmente le prenotazioni per i propri itinerari nel nord del Paese, con le prime partenze previste per ottobre 2027. Il progetto, sviluppato dall’italiana Arsenale, entra così nella fase di commercializzazione. Annunciata in occasione del World Travel Market di Londra, l’apertura delle vendite consente ai viaggiatori internazionali e ai consulenti di viaggio di prenotare le prime date disponibili. Viaggiatori e operatori turistici internazionali possono già scegliere le prime date di partenza, a partire da ottobre 2027. Le tariffe partono da 86.250 Riyal sauditi (17.250 sterline / 22.997 dollari/ 20.666 euro circa) per coppia, per suite, per un viaggio di due notti, Iva inclusa. Prezzo che comprende la suite privata, la ristorazione a bordo e nelle destinazioni e tutte le esperienze signature previste dal programma. 

Dream of the Desert offre una nuova prospettiva sul Regno, unendo l’ospitalità a bordo a esperienze accuratamente selezionate nelle destinazioni attraversate. Ogni itinerario prende forma attraverso i paesaggi, il patrimonio culturale e le tradizioni vive dell’Arabia Saudita, in un percorso di scoperta che prosegue ben oltre il treno. Con partenza da Riyadh, Dream of the Desert accompagnerà gli ospiti nel nord dell’Arabia Saudita, attraverso regioni il cui patrimonio naturale e storico è ancora poco conosciuto dal pubblico internazionale. Antichi insediamenti, paesaggi montuosi e distese desertiche fanno da cornice a itinerari che svelano le diverse dimensioni del Regno, attraverso esperienze che si estendono oltre la ferrovia e coinvolgono luoghi e comunità lungo il percorso. Durante il viaggio, il treno offrirà un ambiente intimo e altamente personalizzato. Nella sua prima fase, Dream of the Desert disporrà di 24 Suite Cabins, una carrozza ristorante dedicata e una carrozza Majlis, ispirata alla tradizione saudita dell’incontro e dell’ospitalità. Gli ospiti potranno alternare la riservatezza delle proprie suite, una proposta gastronomica ricercata e momenti di convivialità nel Majlis, accompagnati da un servizio personalizzato e da una cucina che valorizza i sapori e le tradizioni del Regno. La vita a bordo sarà parte integrante dell’esperienza, in dialogo costante con le destinazioni attraversate. 

"L’apertura delle prenotazioni segna una nuova e importante fase per Dream of the Desert e per la collaborazione che stiamo portando avanti con la Saudi Tourism Authority e i nostri partner, a sostegno delle ambizioni turistiche del Regno - afferma Raffaele Breschi, ceo di Arsenale International e general manager di Dream of the Desert -. Non stiamo semplicemente creando un viaggio in treno, ma un nuovo modo di vivere e scoprire l’Arabia Saudita, integrando viaggio ferroviario, ospitalità, cultura e scoperta del territorio in un’esperienza coerente e curata in ogni dettaglio. Il progetto riflette il nostro impegno di lungo periodo nei confronti del Regno e delle regioni che attraverseremo, contribuendo al contempo all’evoluzione della sua offerta turistica. Non vediamo l’ora di accogliere i primi viaggiatori nell’ottobre 2027". 

"Dream of the Desert rappresenta un nuovo importante traguardo nel percorso di sviluppo turistico dell’Arabia Saudita, dando vita a un’esperienza di viaggio inedita che unisce la ricchezza del nostro patrimonio culturale, la straordinaria varietà dei paesaggi e un’ospitalità di eccellenza - aggiunge Ageel Al-Shaibani, ceo della Saudi Tourism Authority -. Con i primi viaggi ferroviari ultra-lusso al mondo attraverso il deserto, apriamo le regioni settentrionali del Regno a un pubblico internazionale sempre più ampio, valorizzando la diversità delle nostre destinazioni e delle esperienze che possono offrire. Mentre l’Arabia Saudita continua a investire nello sviluppo di destinazioni turistiche di livello internazionale e a rafforzare la propria presenza sui mercati esteri, invitiamo i nostri partner del settore turistico di tutto il mondo a cogliere per primi queste nuove opportunità e a farle conoscere ai viaggiatori internazionali". Le tratte inaugurali comprendono due itinerari, The Desert Kingdoms e Shadows of Aja, che offrono prospettive diverse sui paesaggi, sul patrimonio culturale e sulle tradizioni vive dell’Arabia Saudita. Entrambi uniscono l’intimità del viaggio ferroviario ultra-lusso a esperienze curate in esclusiva per gli ospiti di Dream of the Desert, siti storici che prendono vita dopo il tramonto, escursioni riservate nella natura, incontri culturali, osservazione del cielo e proposte gastronomiche legate alle destinazioni. 

The Desert Kingdoms, itinerario di quattro giorni e tre notti, conduce gli ospiti alla scoperta di Al Jouf e Hail, attraverso le storie, i paesaggi e le tradizioni che hanno plasmato il nord della Penisola Arabica. A Dumat Al-Jandal, Legends of Marid Gala Dinner and Signature Show trasforma lo storico castello di Marid in uno scenario immersivo di narrazione, musica, giochi di luce e performance teatrali, che culminano in una cena di gala a lume di candela ispirata ai sapori e alle tradizioni gastronomiche di Al Jouf. Il viaggio prosegue tra le montagne di Aja, con un’esperienza esclusiva nella natura, tra imponenti formazioni granitiche dalle tonalità rosse e viola. Cavalli arabi, ospiti del territorio, poesia, musica, fuoco e racconti accompagnano la scoperta delle tradizioni di Hail. Shadows of Aja, itinerario di tre giorni e due notti attraverso Hail e Al Qassim, conduce gli ospiti nel paesaggio più selvaggio del nord dell’Arabia Saudita. Durante l’Aja Mountains Wilderness Escape, gli ospiti raggiungono in fuoristrada un’area desertica riservata, dove l’esplorazione delle montagne si accompagna a cavalli arabi, cavalieri sauditi, racconti, arte e musica. Al calare della notte, una cena all’aperto precede l’incontro con astronomi specializzati, che illustrano le storie legate al cielo e le antiche tradizioni di orientamento che guidavano i viaggiatori attraverso la Penisola Arabica.  

Il viaggio prosegue verso Al Qassim, dove, tra le palme da dattero, gli incontri con agricoltori, artigiani e narratori locali culminano in The Oasis Table, un’esperienza gastronomica immersiva dal campo alla tavola dedicata ai prodotti regionali, al caffè saudita, ai datteri, alla cucina dal vivo e alle tradizioni del territorio. In alcuni periodi dell’anno, l’itinerario potrà estendersi anche alle suggestive distese di sale bianco di Al-Awshaziyah. La collezione si arricchirà prossimamente di un itinerario dedicato ad AlUla, che aprirà un nuovo capitolo nel racconto di Dream of the Desert. Ulteriori dettagli saranno svelati prossimamente, il viaggio sarà concepito intorno ad accessi privilegiati, immersione culturale e incontri di particolare valore. Dream of the Desert proporrà inoltre viaggi privati ed esclusivi, da esperienze di una sola giornata a soggiorni con pernottamento, fino a itinerari di più giorni attraverso il Regno. The Signature Escape offrirà un’esperienza privata di un giorno, mentre The Desert Odyssey si svilupperà nell’arco di due giorni e una notte tra le montagne di Aja. Sarà inoltre possibile riservare partenze private di The Desert Kingdoms e Shadows of Aja, con programmi personalizzati che potranno comprendere ristorazione, intrattenimento, esperienze culturali, benessere e attività legate alle destinazioni. 

4 nov 2026

Figc, Galliani sfida Malagò: presentata la candidatura per la presidenza

4 nov 2026

Nuovo ospedale di Padova, Gerosa: "Dinamico per adattarsi ai bisogni di salute"

(Adnkronos) - "Questo ospedale è pensato per essere dinamico dal punto di vista tecnologico e organizzativo per adattarsi alle necessità e ai bisogni di salute che si presenteranno nei prossimi decenni”. Il nuovo ospedale di Padova “è pensato per diventare un centro fondamentale, non soltanto per rispondere ai bisogni legati alle patologie acute, che rappresentano la sua funzione tipica, garantendo prestazioni di altissimo livello tecnologico – penso, ad esempio, alle sale operatorie – ma soprattutto per gestire il rapporto con il territorio e la cronicità. È una sorta di torre di controllo, nella quale confluiscono i segnali provenienti dal territorio e dai pazienti dimessi. Per garantire la sostenibilità del sistema, infatti, dobbiamo poter riportare i pazienti al domicilio in tempi molto brevi". Così Gino Gerosa, assessore alla Sanità della Regione Veneto, oggi a Venezia, all’Adnkronos Salute illustra le caratteristiche della nuova struttura ospedaliera veneta, in occasione della presentazione del piano di finanziamento. Per garantire “la sostenibilità economica del sistema e l’introduzione delle nuove tecnologie, diventano fondamentali due aspetti - precisa - Il primo è la prevenzione e il secondo aspetto, ancora più importante, è l’appropriatezza sia all’interno dell’ospedale sia sul territorio". 

"Abbiamo sfide importantissime da affrontare, per garantire un sistema sanitario universalistico nel nostro Paese, legate all’inversione della piramide demografica, quindi all’invecchiamento della popolazione e alla denatalità", chiarisce Gerosa, cardiochirurgo di fama internazionale e già direttore del Centro Gallucci, nel nosocomio padovano. "L’invecchiamento della popolazione comporta costi molto elevati per il sistema sanitario universalistico - rimarca - Per garantirne la sostenibilità economica, dobbiamo quindi ripensarne e reingegnerizzarne l’organizzazione. Dobbiamo passare da una medicina di reazione, tipica di una sanità ospedalocentrica – ti ammali e ti curo – a una medicina di previsione, o medicina di iniziativa. Questo significa rafforzare la medicina territoriale e anticipare i bisogni dei pazienti cronici. Gli anziani, infatti, sono spesso affetti da patologie croniche, sono fragili e presentano plurime comorbidità. Il 40% non è autosufficiente e il 65% vive da solo. Dobbiamo quindi attivare assolutamente questa medicina di previsione e di iniziativa, anticipando le fasi acute delle patologie croniche per evitare, quando possibile, il ricovero in ospedale". 

4 nov 2026

Superenalotto e 10eLotto, doppia vincita in Toscana

4 nov 2026

Electrolux, raggiunta l'intesa. Meloni: "Governo vigilerà su rispetto impegni assunti"

(Adnkronos) - "L'intesa raggiunta su Electrolux rappresenta un passo importante nell'impegno per la tutela dell'industria italiana e dei livelli occupazionali". Ad affermarlo la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, che sottolinea: "Oltre 100 milioni di investimenti, continuità produttiva per gli stabilimenti e uscite esclusivamente volontarie e incentivate. Un risultato significativo per i lavoratori coinvolti e per il futuro industriale dell’Italia". "Il governo continuerà a vigilare affinché tutti gli impegni assunti vengano rispettati", afferma quindi la premier. 

“Abbiamo raggiunto l’obiettivo: un accordo che tutela i lavoratori e salvaguarda tutti gli stabilimenti di Electrolux in Italia, con oltre 100 milioni di euro di investimenti per garantire prospettive produttive di lungo periodo”, ha dichiarato nella notte il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, annunciando il raggiungimento di un’intesa sul nuovo piano industriale di Electrolux, al termine di 30 ore di confronto serrato al Mimit con l’azienda e le organizzazioni sindacali, iniziato martedì e proseguito senza sosta anche durante la notte.  

L’intesa prevede oltre 100 milioni di euro di investimenti e una produzione di circa 3,2 milioni di pezzi annui a fine piano, confermando il ruolo strategico degli stabilimenti italiani. Rispetto ai 1.719 esuberi inizialmente annunciati dall’azienda, il nuovo piano prevede un massimo di 902 uscite da gestire esclusivamente su base volontaria e incentivata, con il sostegno degli ammortizzatori sociali. 

Sul piano produttivo, a Porcia si amplia il portafoglio prodotti, consolidando le produzioni di lavatrici e lavasciuga su entrambe le piattaforme. Confermati anche gli investimenti e le prospettive produttive degli stabilimenti di Susegana, Solaro e Forlì. Per Cerreto d’Esi è previsto il mantenimento della produzione, con volumi in linea con quelli attuali e con la media degli ultimi anni, fino all’individuazione di una soluzione di reindustrializzazione a tutela dei 149 lavoratori. Il Ministero del Lavoro sarà coinvolto per individuare gli ammortizzatori sociali più adeguati, affiancati da percorsi di formazione e riqualificazione professionale. L’intesa è anche il frutto della battaglia condotta dal Governo in Europa a difesa del settore dell’elettrodomestico. Con il non-paper sostenuto da Francia, Germania, Polonia, Spagna e Slovacchia, l’Italia ha chiesto un piano europeo per il comparto, a tutela delle produzioni dalla concorrenza sleale e a sostegno degli investimenti. La disponibilità della Commissione ad agire su queste proposte ha contribuito a riaprire il confronto con Electrolux su nuove basi e a creare le condizioni per la revisione del piano industriale. “Difendere il lavoro significa creare le condizioni perché le imprese continuino a produrre e investire in Italia. È quanto ha fatto il nostro Governo con Electrolux ed è ciò che chiediamo all’Europa per l’intero settore: ora agli impegni della Commissione devono seguire misure concrete”, ha sottolineato Urso.  

“Sono soddisfatto che finalmente si sia chiuso l’accordo con Electrolux. La mediazione trovata dopo mesi di trattative è molto buona perché il passaggio dagli esuberi previsti ad un numero nettamente inferiore di uscite volontarie e incentivate ha permesso di evitare quello che sarebbe stato un vero e proprio disastro sociale”, ha dichiarato il ministro per i rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani. “Dopo una lunga maratona di 30 ore, la firma dell’accordo sulla vertenza Electrolux segna un passaggio significativo ed è un risultato importante per tutte le parti coinvolte. Il risultato nasce da un lavoro intenso e da uno sforzo comune di mediazione, nel quale il Governo si è impegnato a favorire il dialogo tra le parti. La nostra priorità è stata e resta la salvaguardia dei posti di lavoro e della continuità produttiva degli stabilimenti italiani. Lavoriamo tutti in questa direzione”, ha dichiarato il sottosegretario di Stato con delega alle crisi d’impresa, Fausta Bergamotto. 

"L’accordo salvaguardia l’assetto industriale e occupazionale del Gruppo svedese in Italia e ne garantisce una prospettiva futura'', hanno sottolineato il segretario generale della Fim Cisl, Ferdinando Uliano, e il segretario nazionale Fim Cisl responsabile del settore, Massimiliano Nobis. ''La trattativa non stop di questi due giorni al MIMIT ha permesso di compiere sensibili passi in avanti rispetto alle posizioni di partenza annunciate dalla multinazionale scandinava. In primo luogo, sono stati ridotti in modo consistente i 1.719 licenziamenti dichiarati a maggio. Nello specifico, sono stati trasformati in incentivazione volontaria all’esodo per 902 lavoratori: 390 operai e 512 impiegati/quadri, al netto di Cerreto d’Esi e 16 operai R&D -spiegano Uliano e Nobis- Un altro importante risultato raggiunto è la scongiurata chiusura del sito marchigiano di Cerreto D’Esi, prevista per il 31 dicembre di quest’anno. I lavoratori di Cerreto D'Esi resteranno dunque occupati nella produzione di cappe sino alla realizzazione di una nuova attività industriale nello stabilimento marchigiano''. 

''Sul piano industriale e degli assetti produttivi, l’intesa definisce maggiore stabilità, garanzie e prospettive per i vari siti del Gruppo -spiegano i sindacalisti della Fim-. Infatti, l’accordo prevede che i volumi complessivi a regime nei 4 stabilimenti salgano del 30% rispetto a quanto prospettato inizialmente dall’azienda. Nel sito di Porcia si mantiene la produzione delle lavasciuga, scongiurando la delocalizzazione produttiva in Thailandia e impegnando la produzione per almeno 140.000 unità''. ''Vengono mantenuti nel nostro Paese gli enti di ricerca e sviluppo e dell'industrializzazione dei nuovi prodotti, impedendo processi di cessazione di funzioni aziendali. L’azienda investirà 100 milioni di euro su prodotto e processo per tutta la durata del piano - continua la nota -. Sul versante della gestione dell'occupazione, gli assetti lavorativi saranno tutelati e mantenuti al netto delle uscite su base esclusivamente volontaria e incentivata. Il piano prevede infatti l’erogazione di incentivi all’esodo e tiene aperta la possibilità di future riassunzioni. In accordo con il Ministero del Lavoro, si valuterà l’utilizzo del contratto di espansione in presenza del suo rifinanziamento''. 

''La Fim valuta positivamente l’intervento richiesto a livello europeo del ministro Adolfo Urso per tutelare e rilanciare la competitività dell’intero settore dell’elettrodomestico, oggi particolarmente esposto alla pressione della concorrenza asiatica e dei costi energetici. La mobilitazione sindacale ininterrotta sostenuta in questi 6 mesi è stata fondamentale per raggiungere l’ipotesi d’accordo siglata al tavolo ministeriale, per sostenere un piano di transizione che dovrà mantenere il radicamento industriale della produzione del bianco in Italia e sostenere l’intero settore dell’elettrodomestico. Sono necessarie politiche industriali europee per mantenere competitivi i prodotti Made in Italy nei confronti della concorrenza asiatica''. 

 

4 nov 2026

Nuovo ospedale di Padova, Rizzuto (Fondazione Cariparo): "Sosteniamo la ricerca"

4 nov 2026

Sangha è il nuovo album del producer Mace: "Un invito più concreto all'unione tra persone"

(Adnkronos) - Sangha è il nuovo album di Mace, disponibile su tutte le piattaforme digitali e in formato CD e vinile (anche autografati) da venerdì 27 novembre per Atlantic Records Italy / Warner Music Italy. Sarà inoltre disponibile una versione del vinile di SANGHA autografato in tiratura limitata che darà accesso alla listening session dell'album in anteprima che si svolgerà il 25 novembre a Milano. 

Il termine Sangha in sanscrito significa 'comunità' ed è il concetto attorno a cui si sviluppa il nuovo album di Mace. Per l'artista, Sangha rappresenta la comunità di persone di cui ci si circonda, una rete di sostegno reciproco, senza un perimetro troppo netto: somiglia più a un campo magnetico, perché nasce da una inclinazione naturale ad avvicinarsi agli altri per creare qualcosa di più grande e significativo. È l'esatto contrario del fare tutto da soli. Soprattutto, è un cerchio con nessuno al centro, che è forse l'idea più difficile da praticare per chiunque. Dopo Maya, Mace ha portato all'estremo il metodo di lavoro adottato per il precedente album: musicisti, poeti, cantanti, rapper, artisti visivi e amici, oltre 60 persone si sono alternate in una intensa residenza in Toscana. Per 3 settimane la scrittura si è mescolata alla vita in session senza orari e privi di schemi predefiniti. Lavorare così insegna ciò che da soli non si impara, fidarsi dell'intuito degli altri, ascoltare, condividere uno spazio, chiedere aiuto. 

"Mi sono circondato di persone magiche ma molto diverse tra loro, che ho selezionato con cura per il loro talento ma anche per la loro energia. Volevo ricreare un piccolo caos autoregolamentato, dare vita a degli intrecci che potessero durare nel tempo e generare nuovi pensieri. Se Maya suggeriva la grande illusione umana di essere entità separate, Sangha è un invito più concreto alla risonanza e all'unione tra le persone, un grido per la sopravvivenza dello spirito collettivo".  

4 nov 2026

Giallo di Pietracatella, convocato in questura l'autore del libro sul delitto

4 nov 2026

Stefani: "Per nuovo ospedale Padova aggiudicazione della gara nel 2028"

(Adnkronos) - Per il nuovo ospedale di Padova "dobbiamo procedere con la progettazione esecutiva entro il 2027, l'aggiudicazione della gara nel 2028, l'inizio dei lavori a fine 2028. Chiaramente, in caso di ricorsi, si inizierà subito dopo, all'inizio del 2029". Lo ha detto il presidente della Regione del Veneto, Alberto Stefani, oggi a Venezia in un incontro con la stampa a Palazzo Balbi presentando il piano di finanziamento della nuova struttura padovana. 

"Il nuovo ospedale per i veneti prevede 963 posti letto - illustra Stefani - un Day center con 6 piani, 27.300 metri quadrati, 275 ambulatori e 120 posti letto. La torre delle degenze, che non è la torre per la ricerca, di 10 piani, è di 69.770 metri quadrati e 822 posti letto. C'è una piastra ad alta intensità di cure, 7 piani, 10mila metri quadrati, 90 posti letto, 32 attrezzature diagnostiche. E la torre della ricerca: 8 piani, 21.500 metri quadrati, una biobanca di ricerca e 6 livelli destinati a laboratori. L'ospedale sarà un Green Hospital: 70% di superficie permeabile, 1.499 nuovi alberi, 2.790 nuovi arbusti". 

Oggi "stiamo parlando del finanziamento del nuovo ospedale" per "chiarire qual era il mosaico dei finanziamenti, con l'accensione di un mutuo flessibile di 380 milioni che ci auguriamo possa anche essere ridotto nel tempo. Nell’accordo di programma - precisa il presidente - c'era e c'è il tema dell'ospedale Giustinianeo, su cui confermiamo l'impegno: 719 posti letto, di cui 50 dell'Ospedale di comunità e 140 dell'Istituto oncologico veneto. Sull'ospedale Sant’Antonio ho ritenuto fondamentale confermare il nostro impegno per la valorizzazione della struttura". 

4 nov 2026

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