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Meghan Markle, il papà Thomas trasferito in clinica per la cura della demenza

(Adnkronos) - Thomas Markle Sr., il padre della Duchessa di Sussex con cui Meghan non ha più rapporti dal 2018, è stato trasferito in una struttura specializzata per la cura della demenza in Florida, il che potrebbe creare ostacoli legali a un interrogatorio da parte dell'Fbi. Lo riporta l'Independent. L'uomo è sotto inchiesta dopo che suo figlio lo ha denunciato alle forze dell'ordine per il ritrovamento in una sua proprietà di presunte immagini di abusi sessuali su minori nelle Filippine, mentre la polizia messicana avrebbe scoperto un secondo deposito di materiale pedopornografico a Rosarito. 

Meghan è rimasta profondamente turbata dalle accuse e ha rivelato di aver ricevuto sette anni fa una lettera tramite la polizia metropolitana britannica contenente affermazioni inquietanti su suo padre, sulle quali le era stato comunicato che erano in corso indagini. L'Independent Office for Police Conduct ha avviato un'indagine sulla polizia metropolitana, dopo che quest'ultima ha ammesso di non aver mai condiviso i dettagli della lettera del 2017 con altre forze dell'ordine. 

Sebbene Markle Sr abbia precedentemente ammesso di aver pagato per prestazioni sessuali nelle Filippine, ha fermamente negato di essere in possesso di immagini pedopornografiche, respingendo le accuse del figlio come "menzogne malate". Da parte sua, Meghan ha dichiarato al Sun il suo profondo turbamento per le accuse contro il padre e ha chiarito che i suoi pensieri sono rivolti a tutti i bambini che potrebbero essere stati vittime di abusi. 

4 nov 2026

Sostenibilità, Pella (Anci): "Sindaci devono osare per far entrare mobilità sostenibile in agenda politica"

4 nov 2026

Sostenibilità, Testa (Confcommercio): "Mobilità urbana leva per ridare vita a città"

(Adnkronos) - "Sappiamo che in questi anni si sta affrontando una crisi: negozi appartenenti a diverse attività commerciali stanno trovando davvero grandi difficoltà a rimanere aperti. Questo comporta chiusure, negozi sfitti, vetrine che si spengono. E noi crediamo che la mobilità urbana, la logistica, la possibilità di utilizzare lo spazio pubblico e di accedere ai centri storici, ai quartieri, alle zone più dense della città sia una leva fondamentale per ridare vita alle città. E quindi l'occasione del premio Urban Award ci è sembrata molto utile e importante per continuare a consolidare quel rapporto che lega Confcommercio e Anci". A dirlo Paolo Testa, responsabile del settore Urbanistica e Rigenerazione urbana di Confcommercio, in occasione della presentazione della decima edizione del premio Urban Award dedicato ai Comuni che migliorano la mobilità e la qualità della vita urbana. 

"Abbiamo tante ricette - sottolinea - per riaprire gli sfitti, tanti percorsi che si possono avviare. Abbiamo degli esempi molto interessanti in alcune Regioni che hanno legiferato sui distretti del commercio, sugli hub urbani come si chiamano in Emilia Romagna. Vogliamo seguire quei percorsi, farli seguire e seguirli insieme con i sindaci. Per questo chiediamo risorse adeguate al governo, perché ovviamente ci vuole qualche soldino per smuovere un po' le acque, ma siamo convinti che passando immediatamente all'azione e seguendo un percorso condiviso potremmo già vedere dei risultati". 

"Confcommercio - afferma - al fianco di Urban Award perché ci occupiamo degli stessi problemi, affrontiamo le stesse situazioni. I sindaci, i presidenti di Confcommercio, i diversi attori civici che agiscono nelle nostre città oggi si trovano tutti ad affrontare problemi che sono comuni per tutti i cittadini. I sindaci hanno molte leve, ma anche le associazioni di categoria che rappresentano le imprese nelle città possono contribuire. Ovviamente il tema su cui noi concentriamo la nostra azione è quello della rinascita e della rivitalizzazione dei piani strada". 

 

4 nov 2026

Brand Journalism Festival, 'L'architettura della fiducia': ricostruire rapporto tra media e imprese

(Adnkronos) - Torna il 10 novembre, agli Ibm Studios di Milano, il Brand Journalism Festival, promosso da Social Reporters. 'L’Architettura della Fiducia - Convergere. Costruire. Garantire' è il filo conduttore della terza edizione, dedicata alla necessità di ricostruire la fiducia tra cittadini, media, imprese e istituzioni in un ecosistema informativo sempre più frammentato. Dopo due anni a Roma, il Festival arriva a Milano, centro delle imprese e della comunicazione, per interrogarsi sul ruolo delle aziende, sempre più produttrici di contenuti informativi. Il programma affronterà le principali trasformazioni del settore, dalla responsabilità editoriale nell’era dell’intelligenza artificiale alla sostenibilità del giornalismo, fino alla disinformazione e al rapporto tra politica e consenso. Tra i momenti centrali della giornata, la presentazione in anteprima di una nuova indagine, commissionata dal Brand Journalism Festival a Ipsos Doxa, sulla fiducia degli italiani nei media e sul ruolo dell’informazione e del linguaggio politico nella costruzione del consenso. La ricerca approfondisce il rapporto tra cittadini, fonti informative e comunicazione politica, offrendo nuovi elementi di analisi sui meccanismi che orientano la formazione delle opinioni. Realizzata per il secondo anno consecutivo, l’indagine consente inoltre di confrontare alcuni risultati con quelli del 2025, evidenziando l’evoluzione della fiducia nei diversi canali informativi. 

“Per due edizioni abbiamo analizzato le fratture del sistema informativo. Ora dobbiamo capire come intervenire. La fiducia non si ricostruisce con un nuovo slogan, ma con responsabilità verificabili, trasparenza e coerenza tra ciò che si dice e ciò che si fa. Le aziende sono ormai parte del sistema dell’informazione; questo comporta un dovere che va oltre la visibilità del marchio e i risultati di breve periodo. Oggi vogliamo che il dialogo tra giornalisti, imprese e istituzioni produca impegni concreti, non soltanto dichiarazioni di principio”, dichiara Ilario Vallifuoco, ideatore del Brand Journalism Festival e Ceo di Social Reporters. Anna Scavuzzo, vicesindaca del Comune di Milano, sottolinea: “L’ecosistema dell’informazione è centrale per la qualità della nostra democrazia e per il funzionamento della società. E la fiducia tra gli attori di questo sistema, media, aziende, cittadini e Istituzioni, è altrettanto importante. È un rapporto complesso, talvolta controverso, che ha bisogno di responsabilità e regole, e deve avere come faro la garanzia del diritto a un’informazione corretta, seria, trasparente e certificata. Ancora di più oggi, di fronte alle trasformazioni introdotte dall’intelligenza artificiale che stanno cambiando il modo di produrre, diffondere e utilizzare le notizie. Per questo ringrazio il Festival che mette a fuoco queste dinamiche complesse e permette un confronto di alto livello a tutti i protagonisti di questo ecosistema così articolato”. Per il terzo anno consecutivo Unipol rinnova il proprio sostegno al Festival come Main Partner. Sono Premium Partner FiberCop, Ibm Italia, Ipsos Doxa, Lactalis Italia, Nestlé e Metro Italia; tra i partner figurano Accenture e Gruppo Hera. L’iniziativa si svolge con il patrocinio del Comune di Milano. Ad aprire il programma sarà il panel dedicato all’azienda come media company, moderato da Lorenzo Lo Basso, giornalista Rai che condurrà gli incontri della mattina. 

Al centro, le responsabilità editoriali delle imprese produttrici di contenuti e le questioni di affidabilità, trasparenza e verifica delle fonti poste dall’intelligenza artificiale generativa. Interverranno Claudia Ruffini, Head of Communications Ibm Italia, Roberto Bernabò, Direttore, Chief Digital Development Manager - Gruppo Class Editori, Roberta Vivenzio, Director of Communications FiberCop, e Fabio Insenga, vicedirettore Adnkronos. Il Festival affronterà poi il legame tra reputazione, cultura interna e comunicazione pubblica, con particolare attenzione alla coerenza tra i valori dichiarati dalle aziende e l’esperienza di chi vi lavora. Interverranno Silvia Cervellera, Responsabile Content & People Engagement Gruppo Unipol, Giulia Caramaschi, Responsabile Comunicazione Interna Gruppo Hera, Alessandra Teruggi, Corporate Communication Metro Italia, e Alessandra Mazzei, docente dell’Università Iulm. Il panel 'Breaking Brand: l’informazione aziendale diventa servizio pubblico' approfondirà il confine tra informazione aziendale e interesse pubblico, soprattutto in ambiti come salute, sicurezza e nutrizione, nei quali i contenuti dei brand possono assumere un valore informativo che supera le finalità commerciali. Interverranno Alice Mentana, Ceo di Open, Gea Gardini, Corporate Communication Manager Gruppo Nestlé in Italia, Vittorio Fiore, Corporate Communication & Sustainability Director Lactalis Italia, e Fernando Vacarini, responsabile Media Relations Gruppo Unipol e direttore responsabile di Changes. La sessione speciale 'L’Anima e l’Algoritmo: la provocazione laica di Magnifica Humanitas' proporrà una lettura dell’Enciclica di Papa Leone XIV applicata al mondo dell’informazione e delle imprese, con una riflessione sul valore della parola e sulla responsabilità di chi la utilizza nell’era degli algoritmi. Moderato da Nello Scavo, inviato speciale di Avvenire, l’incontro vedrà la partecipazione, tra gli altri, di Armando Barone, Corporate Communications, External Relations & Analyst Relations Director for Italy and Greece di Accenture, Federico Ferrazza, giornalista di Repubblica e alla guida delle testate Italian Tech e Green&Blue, e Stefano Arduini, direttore di Vita.it.  

 

Nel pomeriggio, con la moderazione della giornalista Sky Italia Lavinia Spingardi, che torna alla conduzione del Festival per il terzo anno consecutivo, il confronto si concentrerà sul futuro economico dell’informazione, sui nuovi modelli editoriali - dagli abbonamenti alle newsletter e a piattaforme come Substack - e sulla media literacy, fondamentale per aiutare i giovani a distinguere tra informazione, opinioni e contenuti sponsorizzati. Interverranno Daniele Grassucci, direttore e co-fondatore di Skuola.net, Chiara Santoro, Head of Partnerships Substack Italia, Bianca Arrighini, Co-Founder Factanza, Virginia Stagni, Chief Marketing Officer Adecco, e Fernando Vacarini, che presenterà i dati aggiornati dell’Osservatorio GenerationShip sui giovani, in continuità con l’edizione 2025. Tra i temi al centro del nuovo focus 'giovani e informazione' dell’Osservatorio GenerationShip 2026 di Changes Unipol, a cura di Kkienn Connecting People and Companies, anche il ruolo dell’intelligenza artificiale. Il suo utilizzo generico, per intrattenimento, creazione di immagini o video, giochi, informazione, è sempre più presente nella quotidianità: riguarda il 96% dei giovani di età compresa tra i 16 e i 35 anni e l’84% degli adulti tra i 36 e i 74 anni.  

L’Ia rappresenta tuttavia anche una nuova opportunità di esplorazione all’interno dell’ecosistema informativo: il 60% dei giovani e il 57% degli adulti che usano l’IA dichiara di approfondire argomenti che altrimenti non avrebbe affrontato, mentre rispettivamente il 59% e il 58% degli users scopre nuove fonti, documenti o temi che probabilmente non avrebbe cercato. Al tempo stesso, cresce il rischio di disintermediazione: il 57% dei giovani afferma di leggere meno articoli e pagine web perché spesso la risposta dell’Ia è sufficiente, mentre il 56% confronta meno fonti diverse. Un cambiamento che rende sempre più centrale la capacità di integrare le risposte generate dall’intelligenza artificiale con il confronto tra fonti informative. Spazio anche alla difesa dello spazio informativo europeo e al ruolo di media, istituzioni e società civile nel contrastare disinformazione e manipolazione. Tra gli interventi previsti, quelli di Carlo Corazza, direttore dell’Ufficio del Parlamento europeo in Italia, Giacomo Baiocchi, Digital Lead della Rappresentanza della Commissione europea in Italia, Giulio Gambino, editore di The Post Internazionale, Diego Fulco, socio fondatore di Officine Dati, e Benedetta Bitozzi, Director Communication, Advocacy & Policy Lilly Italia. Nel corso della giornata sarà presentata in anteprima la nuova indagine commissionata dal Brand Journalism Festival a Ipsos Doxa, nell’ambito di un percorso di contenuti e approfondimenti sviluppato nei sei mesi che precedono l’evento. Un programma che comprende vodcast itineranti, interviste, analisi del settore condotte dall’Osservatorio interno sul Brand Journalism, attivo dal 2024, e studi commissionati a istituti specializzati.  

Lo studio analizza come gli italiani scelgono le fonti di informazione politica, quanto si fidano dei diversi media - dalla televisione ai quotidiani, dai social ai podcast - e come verificano le notizie. Dai risultati emerge una crescente crisi di fiducia: il 65% degli italiani dichiara che la propria fiducia nei media è diminuita negli ultimi cinque anni. Un dato che si conferma sostanzialmente stabile rispetto alla rilevazione del 2025. Il confronto tra le due edizioni evidenzia inoltre un netto calo della fiducia nelle fonti informative tradizionali, come giornali, televisione, radio e riviste, a fronte di un recupero di influencer e content creator. Significativa anche la distanza tra la leadership politica desiderata e quella percepita: il 39% indica nella competenza la qualità più importante di un leader politico, ma solo il 14% la riconosce nel modo in cui i politici italiani si presentano agli elettori. Forte anche la richiesta di responsabilità nel linguaggio pubblico: per il 79% degli intervistati dire la verità è più importante che convincere. I risultati saranno al centro del panel conclusivo 'La fabbrica del consenso: ingegneria dei linguaggi politici a pochi mesi dal voto', con Andrea Scavo, direttore Public Affairs Ipsos Doxa, Francesco Cancellato, direttore di Fanpage.it, Silvia Sciorilli Borrelli, corrispondente del Financial Times da Milano e Leonardo Donato Editore Fortune Italia. Il confronto approfondirà, a partire dai dati emersi, i meccanismi della polarizzazione e le responsabilità dei media nella costruzione del consenso. La giornata si concluderà con una sintesi delle principali tesi e degli impegni emersi dai tavoli, per dare continuità al confronto tra informazione, istituzioni, imprese e cittadini. 

4 nov 2026

Ecco le 30 migliori aziende in Italia per i lavoratori senior (dove il livello di fiducia tocca l'85%)

(Adnkronos) - Nei 30 migliori ambienti di lavoro in Italia secondo i collaboratori senior over 55 il Trust Index medio, l’indicatore che misura il clima di fiducia interno di un’organizzazione sulla base di credibilità, rispetto, equità, orgoglio e coesione, si attesta all’85%. Un dato superiore di ben 12 punti percentuali nel confronto con le aziende certificate Great Place to Work (73%) e addirittura di 40 punti percentuali rispetto al dato della norma italiana (45%), calcolato come valore medio fatto registrare dalle aziende italiane sui principali indicatori di Great Place To Work, ottenuto tramite il report European Workforce Study. È questo uno degli insight più interessanti che emerge dall’edizione 2026 del ranking Best Workplaces for Senior, il ranking che premia le 30 migliori realtà lavorative italiane secondo i lavoratori over 55 (di cui 15 con meno di 500 collaboratori e 15 con oltre 500), stilato da Great Place To Work Italia ascoltando le opinioni di un campione di oltre 6mila collaboratori senior (6.026).  

Le organizzazioni best premiate appartengono a settori molto diversi tra loro, dall’It ai servizi finanziari e assicurativi, fino alla manifattura e alla farmaceutica, sintomo di come l’eccellenza nell’esperienza lavorativa dei senior non emerge all’interno di un unico contesto produttivo, ma è presente in realtà caratterizzate da modelli organizzativi differenti. Nel dettaglio, le 15 aziende con meno di 500 collaboratori appartengono a settori quali: It (33%); biotecnologia & prodotti farmaceutici (27%); trasporti, telecomunicazioni, manifattura & produzione (7%); servizi finanziari & assicurazioni e agricoltura (6%). Mentre le 15 organizzazioni con oltre 500 collaboratori sono attive in settori quali: manifattura & produzione e servizi finanziari & assicurazioni (20%); biotecnologia & prodotti farmaceutici, It e ospitalità (13%); servizi professionali, trasporti e assistenza sanitaria (7%).  

Analizzando nel dettaglio l’esperienza vissuta dai collaboratori senior attivi all’interno delle aziende best workplaces, emerge come il vantaggio competitivo, nel confronto con gli over 55 delle altre realtà certificate e con il dato medio della norma, riguardi aree quali competenza, integrità, cura e accoglienza.  

La competenza nelle aziende best workplaces for senior raggiunge l’86%, contro il 79% fatto registrare dalle realtà certificate (+7%) e il 43% della norma senior (+43%). I senior riconoscono maggiormente competenza gestionale, coordinamento e chiarezza degli obiettivi, ma anche responsabilizzazione e libertà di svolgere bene il proprio lavoro senza un controllo continuo. L’integrità, secondo gli over 55 delle organizzazioni d’eccellenza, è pari all’87% contro l’82% nelle realtà certificate (+5%) e il 47% della norma (+40%). Per i senior delle best, livelli elevati di fiducia si accompagnano a una percezione positiva della coerenza della leadership: mantenere le promesse, agire in modo coerente con quanto dichiarato e rappresentare concretamente i valori aziendali. L’integrità assume così la forma di una continuità riconoscibile tra ciò che l’organizzazione dichiara e ciò che le persone sperimentano.  

“Siamo molto orgogliosi dei risultati di questa nuova edizione del ranking degli ambienti di lavoro d’eccellenza secondo i collaboratori senior over 55, che confermano come la valorizzazione dell’esperienza lavorativa non sia solo un tema di inclusione generazionale, ma rappresenti una vera e propria leva strategica per i migliori ambienti di lavoro italiani. Oggi questa fascia rappresenta circa un quarto (25%) della popolazione attiva in età lavorativa, nel 2050 sarà circa il 28%, fino ad arrivare, nel 2080, a più di un terzo (35%). Le aziende che oggi guidano questa classifica dimostrano non solo di valorizzare l’esperienza dei collaboratori senior ma di prendere seriamente in considerazione alcuni dei principali cambiamenti demografici e occupazionali in atto nel mercato del lavoro italiano", dichiara Alessandro Zollo, Ceo di Great Place to Work Italia.  

"L’invecchiamento demografico - spiega - comporta una maggiore presenza di persone anziane nella società e nella forza lavoro con una crescita della presenza delle persone senior nel mercato del lavoro, soprattutto delle donne, che rimangono attive professionalmente più a lungo. Inoltre il progressivo innalzamento dell’età necessaria per andare in pensione prolunga la permanenza dei lavoratori nel mondo del lavoro e il calo delle nascite riduce il numero di giovani che entrano nel mondo del lavoro. Ciò porta ad un ricambio generazionale più lento con il rischio che, tra un quarto di secolo, un terzo della popolazione in età lavorativa sarà over 55, proprio nel momento in cui è in corso una transizione tecnologica senza precedenti. Non è quindi solo una questione di cura, diversity o fiducia - conclude Zollo - ma per le aziende è necessario sapere leggere e interpretare correttamente i dati e i trend demografici e tecnologici provenienti dal mercato del lavoro e sulla base di questi sviluppare e implementare una strategia adeguata”. 

La cura raggiunge l’86% nelle realtà best workplaces for senior contro l’82% delle aziende certificate e il 46% della norma senior (+40%). La sicurezza fisica rappresenta solo una parte dell’esperienza di cura. Le differenze tra i gruppi diventano particolarmente evidenti quando entrano in gioco il benessere psicologico, l’equilibrio tra lavoro e vita privata e l’interesse dei responsabili per la persona: nelle best la cura assume quindi una dimensione più ampia e relazionale. Infine l’accoglienza risulta pari all’85% nelle realtà best workplaces for senior, all’80% nelle aziende certificate e il 42% della norma senior (+43%). Per i senior emerge quindi un’esperienza nella quale continuare a sentirsi parte dell’organizzazione anche nei momenti di cambiamento assume un ruolo rilevante.  

 

Ma quali sono le 30 migliori realtà italiane per cui lavorare secondo i senior? Nella categoria delle aziende fino a 499 collaboratori al primo posto della classifica si posiziona Ptc, azienda tecnologica globale specializzata in software per l’industria. Sul secondo gradino del podio troviamo Allianz Technology, fornitore locale di servizi It per le 12 entità operative di Allianz Italia. A completare il podio c’è Fenix Pharma, azienda farmaceutica che si occupa della commercializzazione di prodotti farmaceutici e dello sviluppo e commercializzazione di nutraceutici e dispositivi medici. A seguire, troviamo: Bristol-Myers Squibb (biotecnologie e prodotti farmaceutici); Everpure (It); Belden (manifattura & produzione); Novidis (It); Laboratoires Svr (health care); Wide Group (servizi finanziari & assicurazioni); Biogen (biotecnologie e prodotti farmaceutici); Vianova (telecomunicazioni); Buona Spa Società Benefit (biotecnologie e prodotti farmaceutici); Timac Agro (agricoltura); Formula Spa (It) e D’Amico Società di Navigazione (trasporti). Nella categoria delle organizzazioni con oltre 500 collaboratori il primo posto è di Cisco, leader mondiale nelle tecnologie che trasformano il modo con cui le persone si connettono, comunicano e collaborano, seguita sul secondo gradino del podio da Hilton, società leader a livello mondiale nel settore dell'ospitalità. 

Completa il podio Allianz Group, uno dei i leader mondiali nel settore assicurativo e nell’asset management. A seguire ci sono: Micron Semiconductor Italia srl (manifattura & produzione); AbbVie (biotecnologie e prodotti farmaceutici); Mondelēz International (manifattura & produzione); Tp (servizi professionali); Dhl (trasporti); Bluserena Hotels & Resorts (ospitalità); Reale Group (servizi finanziari & assicurazioni); Gruppo Sapio (manifattura & produzione); Siemens Healthineers Ag (health care); Eli Lilly (biotecnologie e prodotti farmaceutici); Esprinet (It) e Gruppo Sella (servizi finanziari & assicurazioni). 

Sul fronte della fidelizzazione, nelle organizzazioni best l’88% dei collaboratori senior è un ambassador dell’azienda, un dato che è più del doppio rispetto al 42% (+46%) registrato dal dato medio della norma e sei punti percentuali sopra l’82% delle altre realtà certificate Great Place to Work.  

Il dato suggerisce quindi che il tema non sia semplicemente trattenere le persone, ma riuscire a mantenere nel tempo un legame positivo con il luogo di lavoro. Mentre solo il 5% dei collaboratori over 55 dei best workplaces è a rischio fuga (flight risk) contro il 34% della norma italiana e solo il 4% dei senior che lavorano nei best workplaces potrebbe mettere in pratica un abbandono silenzioso del lavoro (quiet quitter) svolgendo solo lo stretto indispensabile, rifiutando di fare straordinari, aderire a progetti extra e assumersi ulteriori responsabilità, rispetto al 17% della norma.  

Dall’analisi dei commenti positivi dei lavoratori senior emergono, nel confronto con la norma italiana, quattro vantaggi distintivi che sono una maggiore appartenenza (12,2% contro il 5,3%), più opportunità di sviluppo basate su formazione e innovazione (7,7% contro il 3,4%), più fiducia e ascolto (6,7% contro il 3,1%) e un maggiore valore dato all’esperienza (4,7% contro l’1,2%). Tutti elementi che descrivono un rapporto con l’organizzazione ancora attivo e orientato al contributo. 

 

4 nov 2026

'BellaMa'', con l'intervista a Ravagnani s'impennano ascolti e polemiche ma Diaco non parla

(Adnkronos) - L'intervista condotta da Pierluigi Diaco ad Alberto Ravagnani - ex sacerdote della Diocesi di Milano e attuale concorrente dello show di Rai1 ‘Ballando con le Stelle’ - durante la trasmissione pomeridiana ‘BellaMa’’ su Rai2, non è passata inosservata.  

Se da un lato ha premiato la rete in termini di ascolti, una curva in costante crescita che ha toccato il 7,5% di share nella seconda parte del programma proprio durante l’ospitata e registrando un dato importante per il pomeriggio della seconda rete televisiva della Rai, dall'altro ha sollevato un acceso dibattito sui social network e non solo. Ravagnani era in studio insieme alla sua insegnante di ballo dello show di Milly Carlucci. La parte della trasmissione che lo ha riguardato si è aperta con una copertina dedicata ai preti star del web. E proprio da lì è partito Diaco agganciandosi al recente libro autobiografico di Ravagnani in cui ha spiegato i motivi che lo hanno portato a lasciare l'abito talare. Il dialogo è poi proseguito e il conduttore ha scelto di porre domande molto dirette sulla sfera sentimentale dell'ospite, chiedendogli apertamente del suo orientamento sessuale e se avesse iniziato a vivere la propria sessualità dopo la fine del sacerdozio.  

Dopo aver risposto di essere attratto dalle donne, Ravagnani ha fatto presente al “padrone di casa” il proprio imbarazzo: "Mi stai mettendo in difficoltà, portandomi su un terreno dove chiunque qui sarebbe in difficoltà", ha dichiarato. Dal canto suo, Pierluigi Diaco ha rivendicato la legittimità della sua linea di conduzione, sostenendo che la scelta di esporsi pubblicamente — sia attraverso la pubblicazione di un'autobiografia sia partecipando a un programma televisivo di punta che fa leva sulle emozioni dei concorrenti — richieda un "patto di sincerità" con il pubblico. "Non pensi che dopo le cose profonde di cui hai tenuto a renderci partecipi, tu meriti domande dirette al limite della maleducazione?", ha incalzato il presentatore. In poche ore l'intervista ha rapidamente acceso i social network, portando il nome di Diaco tra le tendenze di X. Molti utenti hanno giudicato inopportuno e troppo invasivo l'approccio adottato durante l'intervista. Inoltre, secondo alcune indiscrezioni, i toni del confronto non sarebbero stati graditi nemmeno dallo staff di ‘Ballando con le Stelle’. Al momento, in attesa di eventuali sviluppi o chiarimenti, Pierluigi Diaco ha scelto la via del silenzio, non rilasciando dichiarazioni. E a quanto risulta all’Adnkronos non intende tornare sull’argomento nella puntata di oggi.  

 

 

Sulla vicenda sono invece intervenuti gli esponenti del M5S in Commissione di Vigilanza Rai: "Ma com'è possibile che sul servizio pubblico possa andare in onda una aggressione verbale in piena regola come quella ad opera di Pierluigi Diaco, uno dei volti di TeleMeloni? Ma come è possibile che nessuno ai piani alti della Rai sente il dovere di prendere le distanze da uno spettacolo di così basso livello, con un ospite scientemente annichilito con domande pruriginose e scomposte, che sono sfociate in una cafonaggine francamente indecorosa? Dopo quanto accaduto il minimo che ci si possa aspettare sono le scuse pubbliche da parte di Diaco e di chi ha la responsabilità sul suo programma. Arriveranno?". 

4 nov 2026

Crans Montana, la Svizzera si farà carico delle spese sanitarie per le cure dei giovani italiani. Meloni: "Nessun onere sulle famiglie"

(Adnkronos) - La Svizzera rinuncia eccezionalmente a chiedere il rimborso delle spese mediche per le vittime dell'incendio di Capodanno a Crans Montana assicurate in Italia. Lo ha reso noto oggi il Consiglio federale, come riporta l'agenzia Ats, evidenziando la portata e le ripercussioni del tragico evento, nonché il sostegno fornito da Roma in occasione della catastrofe. Sono dodici le vittime assicurate in Italia che sono state sottoposte a cure mediche in Svizzera prima di essere trasferite in ospedali italiani, mentre un ferito assicurato in Svizzera è invece stato curato in Italia, ricorda il governo in una nota. 

"Il ministro degli Esteri Ignazio Cassis mi ha comunicato che la Svizzera si farà carico delle spese per le cure sanitarie dei giovani italiani coinvolti nella tragedia di Crans-Montana. È un gesto di grande solidarietà e vicinanza, che apprezziamo profondamente, come Governo e come popolo italiano. Di fronte a una tragedia che ha spezzato vite e segnato il futuro di tanti ragazzi innocenti, la solidarietà concreta e la collaborazione tra Paesi assumono un valore ancora più importante. Alla Svizzera e all’amico Cassis va il mio sincero ringraziamento", ha confermato il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani in un post su 'X'. 

 

La notizia è stata commentata anche dalla premier Giorgia Meloni: "Il mio pensiero va, ancora una volta, alle famiglie delle vittime e dei ragazzi feriti'' nella tragedia di Crans Montana, che "affrontano con straordinaria dignità e forza un dolore immenso. A loro rinnovo la più sincera vicinanza del Governo italiano, che continuerà a stare al loro fianco", ha fatto sapere in una nota di Palazzo Chigi. E poi ancora: "Sono felice di questa soluzione: nessun onere ricadrà sulle famiglie o sull’Italia", ha precisato accogliendo con ''grande soddisfazione'' la rinuncia della Svizzera a chiedere il rimborso per delle spese sanitaria dei feriti italiani della tragedia Crans-Montana. 

Il costo delle cure da parte elvetica ammonta a circa 1,5 milioni di franchi (l'equivalente di circa 1,6 milioni di euro), precisa il Consiglio federale, ricordando che in virtù delle competenze conferitegli dalla Costituzione, nel settore degli affari esteri ha la possibilità di stanziare aiuti finanziari una tantum senza base legale specifica. E' l'Accordo sulla libera circolazione delle persone tra la Svizzera e l'Ue (Alc) a disciplinare le modalità di copertura delle spese dei pazienti da parte del sistema sanitario svizzero e di quelli europei. Prevede che, in linea di principio, ogni Paese si faccia carico delle spese che si rendono necessarie per le persone assicurate dal proprio sistema assicurativo e che hanno ricevuto cure in un altro Paese, ma prevede anche la possibilità per gli Stati contraenti di derogare a questo meccanismo. 

4 nov 2026

Peraboni: "La transizione sarà vincente quando sarà conveniente per imprese e cittadini"

4 nov 2026

Ecomondo, Ermeti: "Dal 1997 una manifestazione che ha anticipato i tempi"

4 nov 2026

Figc, Lotito presenta la candidatura per il Consiglio Federale

4 nov 2026

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