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Battacone (UniSs), "Pulina racconta la zootecnica in dieci lezioni accessibili a tutti"

4 nov 2026

Farmaceutica, Murzi (J&J): "In Italia oltre 127 studi clinici attivi e 7.500 pazienti coinvolti"

(Adnkronos) - "È importante celebrare i 50 anni e vedere tutto quello che è stato lo sviluppo della nostra azienda in Italia. Ma soprattutto, in un'ottica di ragionamento futuro, pensare ai prossimi 50 anni e capire come la nostra azienda possa aiutare il sistema Paese e i pazienti italiani a trovare risposte per tutte le domande relative ai bisogni di cura. Quindi ragioniamo in termini di ricerca: quanta più ricerca potrà essere fatta in Italia? Già oggi Johnson & Johnson ha più di 127 studi attivi e 7.500 pazienti coinvolti. Ragioniamo in termini di produzione e di valore che viene portato da un sito importante come quello di Latina, che produce più di 4 miliardi di compresse ed esporta il 97% della sua produzione. Ma ragioniamo anche in termini di accesso, di innovazione e di nuove terapie che possono permettere a pazienti con patologie ancora con bisogni insoddisfatti di trovare risposte ai loro bisogni di cura". Lo ha detto Jacopo Murzi, amministratore delegato Johnson & Johnson Innovative Medicine Italia, all'evento organizzato negli stabilimenti di Latina per le celebrazioni del 50 esimo anniversario della farmaceutica in Italia. 

L'Ad traccia poi le priorità per i prossimi 50 anni nel Paese. "Le più importanti - ha spiegato - sono relative al tempo di accesso ai farmaci, perché i pazienti non possono aspettare: il tempo non è una variabile neutrale. Poi c'è una priorità relativa alla valorizzazione degli investimenti che vengono fatti in un Paese importante come l'Italia. E infine, forse più importante priorità, è quella di permettere una governance che aiuti anche le aziende a programmare e prevedere meglio quelli che saranno gli elementi salienti della sanità italiana, al fine di prevedere ulteriori investimenti nel Paese". 

4 nov 2026

Rosati (Eaap), "Ai migliora il benessere animale, ma non deve allontanare allevatore e animali"

4 nov 2026

Caso Garlasco, fascicolo su Sempio assegnato al gup Luigi Riganti

4 nov 2026

Paura in aereo, passeggera ha un blocco cardiaco su volo diretto a Roma: giornalista le salva la vita

(Adnkronos) - Un famoso giornalista sudamericano, Nelson Castro, ha salvato la vita alla passeggera di un aereo che ha avuto un malore mentre era in partenza verso Roma. La notizia è stata riportata dal quotidiano El Clarin: Castro si trovava a bordo dell'aereo che avrebbe dovuto trasferirlo nella Capitale italiana per unirsi a un gruppo di colleghi che accompagneranno Papa Leone durante il suo imminente viaggio in Uruguay, Argentina e Perù, quando la donna si è sentita male.  

Quello che doveva essere un viaggio di lavoro si è così trasformato in un intervento medico imprevisto; una situazione che avrebbe potuto avere conseguenze ben più drammatiche. L'episodio si è verificato mentre l'areo a bordo del quale viaggiava l'uomo partiva da Rio de Janeiro per uno scalo. Castro, che oltre a essere un giornalista è anche un neurologo, ha raccontato i dettagli dell'accaduto in un messaggio inviato a un gruppo WhatsApp condiviso con i colleghi del programma Vamos Rivadavia. 

"Una donna ha avuto un grave blocco cardiaco. Se fosse successo mentre eravamo sopra l'Atlantico, avrei dovuto chiedere al comandante di tornare a Rio. Era a un passo dall'arresto cardiaco". Le condizioni della donna richiedevano un intervento immediato. La sua pressione sanguigna era scesa a 60/30, spingendo il giornalista a intervenire per mantenerla stabile fino all'arrivo del personale medico specializzato. "Siamo riusciti a stabilizzarla quanto bastava per attendere l'arrivo di un'ambulanza, con a bordo un medico e dei paramedici, che l'hanno subito trasportata in ospedale. Aveva una pressione di 60/30", ha spiegato, descrivendo l'intervento e il successivo trasferimento della paziente in una struttura sanitaria. 

Grazie alla prontezza di Castro, la donna ha ricevuto le cure essenziali nei momenti di massima criticità, prima di essere affidata al personale medico giunto sul posto. "Chi l’avrebbe mai detto che un viaggio si sarebbe trasformato in un turno di lavoro medico... incredibile!", è stato il commento del giornalista.  

4 nov 2026

Ecomondo, Assogasliquidi: "Rischio fuga investimenti per l’industria italiana bioGNL'"

(Adnkronos) - “L’Italia è ad un bivio: può confermarsi tra i leader europei della filiera bioGNL e cavalcare l’attesa crescita del settore di cui si vedono oggi tutte le potenzialità oppure lasciare che siano altri Paesi a raccogliere i frutti del lavoro strategico e infrastrutturale realizzato dalle nostre imprese in meno di 15 anni”. Questo in estrema sintesi il messaggio dell’industria italiana del GNL, rappresentata a Ecomondo da Assogasliquidi ospite dello stand di Federchimica e organizzatrice del dibattito dal titolo: “La competitività del bioGNL nel trasporto pesante stradale e marittimo: l’impegno delle imprese e i fattori abilitanti”. 

Un messaggio rivolto al Governo italiano (MIMIT, MASE e MEF) da parte di un settore privato che ha già investito 300 milioni per realizzare una rete distributiva di oltre 180 punti vendita (leader europea) e può contare su una delle filiere di biometano più avanzate del continente grazie anche a risorse pubbliche e investimenti PNRR.  

L’Italia però rischia paradossalmente di non beneficiare del valore economico e ambientale generato da questi investimenti sia per la difficoltà a certificare il bioGNL secondo gli schemi ETS, a vantaggio di altri mercati esteri, sia per la quota crescente di bioGNL prodotto in Italia destinata ad altri mercati europei, in particolare alla Germania, dove esistono condizioni economiche più favorevoli per il suo utilizzo.  

Alla base di questo differenziale competitivo c'è la THG-Quote, sistema che obbliga gli operatori che immettono in consumo carburanti fossili a ridurre progressivamente le emissioni di gas serra associate ai carburanti commercializzati e che valorizza in maniera significativa la molecola bioGNL. Gli obbligati possono raggiungere gli obiettivi introducendo carburanti rinnovabili oppure acquistando certificati generati dalle riduzioni effettive di CO₂ da altri soggetti. Ciò crea una domanda strutturale di carburanti a basse emissioni e valore economico per ogni tonnellata di CO₂ evitata.  

“Si tratta di un meccanismo che contribuisce ad abbattere il prezzo finale del bioGNL – conferma Costantino Amadei Presidente del Gruppo GNL di Assogasliquidi – che premia i prodotti con la minore intensità carbonica, come il bioGNL ottenuto da reflui zootecnici e sottoprodotti agricoli. In Germania il prodotto costa fino a tre volte meno che in Italia. Servono misure per fermare la fuga degli investimenti”. Il risultato è che la rete distributiva nazionale di GNL scende sotto la soglia di sostenibilità economica e gli sbocchi di domanda a maggior valore — marittimo e trasporto stradale. 

Le proposte di Assogasliquidi  

Per evitare che il valore economico generato dagli incentivi italiani venga trasferito all'estero, si propone un confronto tecnico per rafforzare la competitività del bioGNL italiano e costruire una domanda interna in grado di valorizzare la produzione nazionale: un sistema di valorizzazione della CO₂ evitata, capace di premiare il bioGNL al momento del consumo, sulla scia delle migliori esperienze europee.  

Sul piano regolatorio, si sollecitata una semplificazione delle procedure di certificazione per consentire al bioGNL italiano di essere pienamente utilizzabile nei mercati collegati all'EU ETS1, all'ETS2 e al regolamento FuelEU Maritime, dove il valore ambientale della molecola può essere maggiormente riconosciuto.  

Proposta una più forte valorizzazione del bioGNL con una carbon intensity negativa, e il superamento di alcuni vincoli normativi che limitano lo sviluppo del mercato nazionale.  

Assogasliquidi chiede la pronta emanazione del Decreto del Ministero dei Trasporti che deve dare attuazione al fondo di 590 milioni di euro destinati al rinnovo del parco veicolare delle Imprese di autotrasporto, riservando ai mezzi alimentati a GNL e bioGNL una quota pari ad almeno il 25%, con contributi unitari non inferiori a 40.000 euro per veicolo.  

Rispetto alla discussione in corso sulla Legge di Bilancio 2027 Assogasliquidi sottolinea l’esigenza di estendere le disposizioni previste per l’incentivazione delle produzioni di biometano anche agli usi nel settore dei trasporti.  

Necessaria ed urgente l’introduzione di un credito d'imposta per le spese sostenute dalle Imprese di autotrasporto connesse all’impiego di GNL, con una forte premialità nel caso di acquisto di bioGNL, nonché la previsione di apposite agevolazioni sui pedaggi autostradali per i mezzi alimentati a GNL e bioGNL e incentivi all'acquisto dei veicoli erogati direttamente sotto forma di sconto in fattura. 

A livello europeo risulta contemporaneamente urgente addivenire alla revisione del Regolamento (UE) 2019/1242 sulle emissioni di CO₂ dei mezzi pesanti per riconoscere il contributo dei carburanti rinnovabili, introducendo la categoria dei veicoli alimentati esclusivamente con carburanti rinnovabili certificati ai sensi della RED III, esclusa dal calcolo delle emissioni medie di flotta, e una rivalutazione dei target alla luce delle effettive condizioni di mercato.  

L'associazione chiede inoltre, particolare attenzione al nostro Governo e, in particolare al Ministero dell’Ambiente, all’interno del processo revisione – che sta conducendo la Commissione europea – di revisione de Regolamento di Esecuzione UE 2022/996 e dei connessi allegati tecnici della direttiva RED, per salvaguardare il servizio di virtual liquefacton offerto dai nostri rigassificatori. 

L'associazione ritiene che il dibattito europeo e nazionale sul futuro quadro normativo delle energie rinnovabili dopo il 2030 rappresenti un'opportunità da cogliere per costruire anche in Italia strumenti capaci di sostenere la competitività del bioGNL, favorire la decarbonizzazione del trasporto pesante e rafforzare una filiera strategica già presente sul territorio nazionale.  

"Rischiamo di regalare ad altri il valore di una filiera costruita con investimenti pubblici e privati tra le più avanzate d'Europa – ribadisce Assogasliquidi –. Oggi è necessario completare questo percorso con strumenti capaci di valorizzare sul mercato nazionale il beneficio ambientale del carburante rinnovabile, evitando che investimenti, produzione e vantaggi competitivi si trasferiscano all'estero". 

4 nov 2026

Paganini (Temple University), "Dietro il prezzo di carne, il latte e le uova c’è una responsabilità da raccontare"

4 nov 2026

Shein annuncia investimento da 500 milioni in Polonia nel 2026 per ampliare proprio hub logistico europeo

(Adnkronos) - Shein, retailer globale online di moda e lifestyle, annuncia un investimento complessivo di 500 milioni di euro per quest’anno per una significativa espansione del proprio Hub Logistico Europeo a Breslavia (Wrocław), in Polonia, rafforzando le capacità logistiche e di evasione degli ordini dell’azienda in tutta Europa. 

Gli investimenti del 2026 porteranno l’investimento complessivo di Shein in Polonia dal 2022 a 1 miliardo di euro, consolidando il ruolo del Paese come centro strategico per le operazioni europee di Shein. Si prevede inoltre che l’espansione crei migliaia di nuovi posti di lavoro, portando la forza lavoro complessiva delle strutture a oltre 10.000 unità entro la fine del 2026. 

L’Hub Logistico Europeo di Shein è una delle strutture logistiche di e-commerce più avanzate dal punto di vista tecnologico in Europa, e consente a Shein di consegnare gli ordini in modo più efficiente ai clienti in tutto il continente. Le strutture ampliate rafforzeranno la capacità di Shein di stoccare i prodotti ed evadere gli ordini più vicino ai clienti europei, supportando consegne più rapide e una maggiore flessibilità operativa in tutta la regione. I clienti in Europa possono già ordinare da un’ampia selezione di prodotti stoccati presso l’Hub, con consegne disponibili in appena 48 ore in alcuni mercati. 

Le strutture ampliate comprenderanno: circa 1 milione di metri quadrati di spazio di magazzino, pari a un aumento del 25% superficie di magazzino; oltre 6.500 robot autonomi, a supporto del rifornimento dell’inventario, dello smistamento e del prelievo degli ordini; capacità logistiche e di evasione degli ordini ampliate, che consentono a Shein di elaborare e consegnare gli ordini in modo più efficiente nei mercati europei; una forza lavoro destinata a raggiungere le 10.000 unità entro la fine del 2026, a supporto delle attività logistiche, di gestione della supply chain, tecnologiche e di magazzino, rendendo l’azienda uno dei maggiori datori di lavoro della Bassa Slesia; un ecosistema di oltre 230 pmi polacche locali che forniscono beni e servizi alle operazioni di SHEIN a Breslavia; maggiore efficienza nelle consegne per i clienti in tutta la regione europea, con clienti in molti mercati ora in grado di ricevere prodotti stoccati presso l’Hub in appena 48 ore. 

“L’Europa è un mercato chiave per Shein, e siamo impegnati a investire nell’infrastruttura e nelle capacità necessarie per sostenere la nostra crescita di lungo periodo in tutta la regione. Il nostro investimento di 500 milioni di euro in Polonia quest’anno è una chiara dimostrazione di tale impegno, e della nostra fiducia nel potenziale di lungo termine del nostro business europeo.” ha dichiarato Leonard Lin, Global Head of Public Affairs e President EMEA di SHEIN. “Attraverso questo investimento stiamo costruendo operazioni europee più efficienti, flessibili e resilienti, che ci consentono di servire meglio i clienti, sostenere le ambizioni della crescente rete di brand e rivenditori europei che vendono su SHEIN Marketplace, e fornire una solida base per la nostra crescita continua in Europa negli anni a venire. La Polonia è diventata un caposaldo delle nostre operazioni europee, e questo ultimo investimento riflette la nostra fiducia nel Paese, nella sua forza lavoro e nel suo contesto imprenditoriale.” 

L’Hub Logistico Europeo di Shein nei pressi di Breslavia si è sviluppato fino a diventare uno dei centri logistici più importanti dell’azienda a livello globale, supportando l’evasione degli ordini verso i clienti nei mercati europei. L’investimento ampliato sosterrà una maggiore capacità di stoccaggio, un ulteriore impiego delle tecnologie di automazione avanzata e miglioramenti nell’efficienza operativa. I sistemi automatizzati della struttura, tra cui oltre 6.500 robot autonomi, supportano la gestione dell’inventario, il rifornimento, il prelievo e lo smistamento degli ordini, contribuendo ad aumentare la capacità di elaborazione e a migliorare l’efficienza nell’evasione degli ordini. 

L’espansione sostiene inoltre il continuo sviluppo del Marketplace Shein in Europa, fornendo capacità logistiche e di evasione degli ordini che possono aiutare un numero maggiore di brand e rivenditori europei a raggiungere i clienti in tutta la regione. 

Dall’avvio delle proprie operazioni in Polonia nel 2022, Shein ha sviluppato una significativa presenza nella Bassa Slesia, creando opportunità occupazionali e sostenendo una rete crescente di aziende polacche. La continua espansione dell’azienda dovrebbe portare la forza lavoro complessiva del proprio Hub Logistico Europeo a 10.000 unità entro la fine del 2026, rendendola uno dei datori di lavoro più significativi della regione. Oltre alla creazione di posti di lavoro, le operazioni di SHEIN sostengono oltre 230 piccole e medie imprese polacche che forniscono beni e servizi, tra cui trasporti, imballaggio e servizi professionali. Le aziende polacche beneficiano inoltre della crescita del Marketplace SHEIN. Dal lancio del Marketplace polacco integrato dell’azienda nell’aprile 2025, oltre 500 brand e rivenditori polacchi sono entrati a far parte della piattaforma, ottenendo accesso a milioni di clienti potenziali in tutta Europa. 

Michał Kania, Poland Public Affairs Director di Shein, ha aggiunto: “Negli ultimi quattro anni, la Polonia è diventata una parte sempre più importante delle operazioni globali di Shein. Il nostro continuo investimento riflette la nostra fiducia nella forza lavoro, nelle infrastrutture e nel contesto imprenditoriale del Paese. Siamo orgogliosi di creare migliaia di posti di lavoro, sostenere centinaia di aziende polacche e aiutare brand e rivenditori locali a raggiungere i clienti in tutta Europa. Consideriamo la Polonia un partner strategico di lungo termine e guardiamo con fiducia alla prospettiva di continuare a far crescere il nostro contributo all’economia polacca.” 

4 nov 2026

Ecomondo, Stati Generali della green economy: le tematiche strategiche dell’economia verde

(Adnkronos) - Da ieri Ecomondo 2026 è palcoscenico per gli Stati Generali della Green Economy, con la XV edizione organizzata dalla Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile con il patrocinio del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, della Commissione europea e del Ministero delle Imprese e del Made in Italy. “A livello internazionale registriamo importanti fattori di spinta alla green economy e il Rapporto annuale del 2025 ‘Partnership for Action on Green Economy’, curato da una collaborazione fra cinque agenzie dell’ONU, afferma che la transizione ecologica è diventata una necessità strutturale per la tenuta socioeconomica di molti Paesi e può essere un driver concreto di inclusione sociale e crescita economica” – ha affermato ieri Edo Ronchi, presidente della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile, nel corso della relazione introduttiva. “In Italia registriamo una situazione complessivamente critica della transizione, con qualche limitato segnale positivo, anche se un’indagine IPSOS rileva che è cresciuta la spinta green dei cittadini e delle imprese”. La giornata di oggi è stata dedicata alla sessione internazionale in collaborazione con Italy for Climate. “In un mondo afflitto da guerre, disuguaglianze sociali e tensioni geopolitiche” - ha dichiarato Raimondo Orsini, Direttore della Fondazione - “la green economy offre una risposta concreta perché riduce i rischi della crisi climatica e assicura una minore dipendenza da importazioni di combustibili fossili e materie prime che sono spesso la causa di questi problemi globali”. 

Come coniugare sostenibilità e competitività, dove accelerare e dove semplificare, quali investimenti generano il maggiore valore strategico, cosa smettere di fare, cosa continuare a fare e cosa iniziare. Sono le domande che si sono poste le aziende protagoniste della terza edizione dell’Esg Ceo Summit, tenutasi ieri a Ecomondo 2026. L’incontro si è focalizzato su come far diventare la transizione un fattore di crescita, sull'efficacia dei claim diretti rispetto al silenzio strategico, sulla sfida dell'inverno demografico, la valorizzazione del capitale umano e la necessità di fare rete. Un’analisi promossa da Ecomondo e TEHA Group (The European House-Ambrosetti), che è stata introdotta da Carlo Cici di TEHA Group e Andrea Alemanno di Ipsos, e che si è aperta con l’intervento di Corrado Peraboni, amministratore delegato di IEG. Alla tavola rotonda hanno partecipato i ceo di Acea Ambiente, Gabriele Di Cintio, di Toyota Material Handling Italia, Maria Cristina Iacazio, di Aquanexa, Andrea Lanuzza, di Suez Italia, Patrizia Rutigliano, e il direttore generale del Gruppo Caviero e ceo di Caviro Extra, Valentino Tonini. 

Il ruolo dell’economia circolare nella competitività industriale europea e le prospettive del futuro Circular Economy Act sono stati al centro del convegno “Circular Economy Act: sfide, opportunità e implicazioni per il packaging europeo”, che si è svolto ieri a Ecomondo. L’incontro ha ospitato la presentazione dello studio “Una nuova politica industriale europea per l’economia circolare”, realizzato da CONAI e TEHA Group, e ha approfondito le prospettive di sviluppo di un mercato europeo delle materie prime seconde, con particolare attenzione all’equilibrio tra domanda e offerta, all’interoperabilità dei sistemi nazionali e agli investimenti necessari per rafforzare la competitività dell’industria europea. Al dibattito hanno preso parte rappresentanti delle istituzioni europee, tra cui Eric Mamer, della direzione generale Ambiente della Commissione europea, e l’eurodeputato Pierfrancesco Maran, insieme a Massimo Milani, segretario della commissione Ambiente, territorio e lavori pubblici della Camera dei deputati, e Tullio Patassini, capo della segreteria del presidente della commissione Attività produttive. Tra gli interventi anche quello di Edo Ronchi, presidente della 

Fondazione per lo sviluppo sostenibile, e dei rappresentanti di Verpact ed EXPRA, organizzazioni attive nella gestione e nel riciclo dei rifiuti di imballaggio. Il confronto sul futuro Circular Economy Act prosegue oggi pomeriggio con l’incontro “Chiudere il cerchio nella gestione dei rifiuti: le nuove sfide del Circular Economy Act”, dedicato alle nuove prospettive della gestione dei rifiuti nel quadro dell’evoluzione normativa europea. 

A un anno dal lancio del manifesto “Rafforzare la resilienza climatica delle regioni marittime”, si è svolto ieri a Ecomondo 2026 l’incontro “Rigenerazione adattiva delle aree costiere e dei territori: quali opportunità dal nuovo quadro europeo per la resilienza climatica?”, organizzato in collaborazione con MASE, ISPRA, Regione Emilia-Romagna, GNRAC e Conferenza delle regioni periferiche marittime d’Europa. L’evento ha approfondito le opportunità offerte dal nuovo quadro europeo per la resilienza climatica, coinvolgendo rappresentanti della Commissione europea, delle agenzie europee e delle istituzioni nazionali, tra cui l’inviato speciale del Governo italiano per il cambiamento climatico e la presidente della commissione tecnica PNRR-PNIEC, insieme a esponenti del MASE, della Banca europea per gli investimenti, del mondo accademico e delle amministrazioni regionali e locali. Al centro del dibattito, l’importanza di una governance multilivello e della collaborazione con i territori per l’attuazione delle strategie europee di adattamento climatico e ripristino degli ecosistemi, con particolare attenzione al ruolo della Regione Emilia-Romagna nel lancio della Water Resilience Alliance e alle iniziative sviluppate a livello locale. 

Il settore tessile protagonista a Ecomondo 2026 con un programma di appuntamenti dedicati. Ieri si è svolto il convegno “ESPR and Digital Product Passport in textiles: traceability and transparency along the value chain”, dedicato al ruolo delle tecnologie digitali e dell’intelligenza artificiale nel migliorare la tracciabilità dei prodotti, la raccolta dei rifiuti tessili e la qualità delle materie prime seconde. Al centro del confronto, le informazioni da integrare nel Passaporto digitale di prodotto (DPP) e le modalità per garantirne qualità, affidabilità e interoperabilità lungo la filiera. L’incontro, aperto da AISEC e dagli interventi istituzionali del MIMIT e di EURATEX, ha coinvolto rappresentanti della ricerca, del mondo accademico, delle associazioni di settore e di aziende come Bulgari, Calzedonia, Brandart e Saipem. Sempre ieri si è tenuta la terza edizione della conferenza “Reuse, repair and eco-design. The heroes of ‘magic’ circles of Circular Economy in the textile sector”, dedicata alle pratiche di economia circolare nel tessile, dal riutilizzo alla durabilità, dalla riparabilità all’ecodesign. 

Tra gli appuntamenti da non perdere nella giornata di domani: 

· Sesta edizione dell’Africa Green Growth Forum The Mattei Plan: dialogue between institutions and the private sector for Africa’s sustainable development, organizzato dal Comitato Tecnico Scientifico di Ecomondo in collaborazione con la Struttura di Missione per l'attuazione del Piano Mattei della Presidenza del Consiglio dei Ministri, Confindustria Assafrica & Mediterraneo e RES4Africa 

· Premio "Lorenzo Cagnoni" per l'innovazione green 

· “Aspetti strategici e operativi del recepimento della Industrial Emissions Directive 2.0: il nuovo permitting tra valutazioni ambientali e sanitarie e gli orientamenti giurisprudenziali”, a cura del CTS di Ecomondo e la Commissione VIA del Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica. 

· “EU-Africa Strategic Corridors to a mutually beneficial cooperation for critical raw materials”, a cura dell’Università di Torino, JRC, il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e il Ministero delle Imprese e del Made in Italy. 

Il programma eventi completo di Ecomondo 2026 è disponibile al link: www.ecomondo.com/eventi 

4 nov 2026

Nuovo ospedale di Padova, Stefani: "E'l’ospedale dei veneti e resterà loro"

(Adnkronos) - "Sarà l’ospedale dei Veneti e rimarrà dei Veneti. Oggi presentiamo il risultato di un lavoro importante, portato avanti nella convinzione che fosse fondamentale mantenere la proprietà della nuova struttura sanitaria, destinata a proiettare nel futuro la grande tradizione medica di Padova e dell’intero sistema sanitario veneto. Abbiamo lavorato a questa soluzione senza clamori, ma senza mai perdere di vista l’obiettivo che oggi possiamo dire, con orgoglio, di aver raggiunto. Ora si parte". Lo ha detto il presidente della Regione del Veneto, Alberto Stefani, presentando questa mattina a Venezia, a Palazzo Balbi, il piano di finanziamento per la realizzazione del nuovo grande policlinico che sorgerà a Padova Est per un investimento previsto di 880milioni di euro. 

Il piano di finanziamento - riferisce una nota - ha "una disponibilità di 886.735.296,01 euro, articolata su diverse fonti: 158.066.572,96 euro di fondi accantonati; 120.289.401,68 euro derivanti da precedenti accantonamenti regionali di finanziamenti statali; 180.379.321,37 euro assegnati alla Regione dal ministero dell’Economia e delle Finanze; 380milioni di euro attraverso un finanziamento flessibile e 48milioni di euro provenienti dai contributi per l’efficientamento energetico previsti dalla manovra di bilancio statale. A queste risorse si aggiungeranno i contributi dell’Università di Padova e della Fondazione Cariparo", destinati principalmente alla realizzazione della Torre della ricerca. 

"Il piano segna una svolta decisiva per la realizzazione di un policlinico universitario di ultima generazione – afferma Stefani – Come Giunta regionale abbiamo promesso fin da subito ai cittadini rigore nella gestione dei conti e delle risorse pubbliche. Aver raggiunto la copertura finanziaria che illustriamo oggi significa aver mantenuto quella promessa. Nel bilancio di previsione 2027-2029 il nuovo ospedale è già inserito tra gli investimenti strategici, con la previsione di un finanziamento fino a un massimo di 380milioni di euro. Si tratta di un impegno importante, costruito però su una formula che guarda al futuro e consente di ricercare ulteriori risparmi. Il finanziamento flessibile, infatti, ci permette di dare risposte concrete alle attese dei cittadini e, allo stesso tempo, di ridurre l’importo del mutuo qualora si rendano disponibili nuove risorse". 

È confermato - dettaglia la nota - che il futuro policlinico "disporrà di 963 posti letto complessivi e si estenderà su una superficie di 220mila metri quadrati. Il complesso sarà articolato in 4 corpi di fabbrica: il Day Center, sviluppato su sei piani, con 275 ambulatori e 120 posti letto; la Torre delle degenze, di 10 piani, con 822 posti letto; la Piastra ad alta intensità di cure, di 7 piani, con 90 posti letto e 32 apparecchiature diagnostiche; la Torre della Ricerca, di 8 piani, di cui sei destinati ai laboratori, con una biobanca". Sarà costruito, inoltre, un autosilo. 

"Il nuovo ospedale del Veneto a Padova rappresenta un’opera strategica per affrontare le sfide che il cambiamento demografico pone a un sistema sanitario universalistico, in una società caratterizzata da una crescente longevità e da una costante denatalità”, sottolineaGino Gerosa, assessore alla Sanità. “Grazie alle nuove tecnologie, sarà un centro in grado di rispondere ai bisogni di salute dei cittadini, non soltanto nella gestione delle patologie acute, ma anche nella sfida sempre più complessa della cronicità. Il nuovo ospedale che. come promesso, finalmente realizzeremo, sarà un punto di riferimento per le esigenze del territorio, con una forte proiezione internazionale, capace di integrare al meglio assistenza, ricerca e formazione dei professionisti della salute del futuro, sempre al servizio dei cittadini". 

Alla presentazione del piano - conclude la nota - hanno partecipato anche Sergio Giordani, sindaco di Padova; Daniele Canella, presidente della Provincia di Padova; Daniela Mapelli, rettrice dell’Università di Padova; Giancarlo Ruscitti, direttore dell’Area Sanità e Sociale della Regione, e Rosario Rizzuto, presidente della Fondazione Cariparo. 

4 nov 2026

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