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Morte De Miguel, aperta indagine con ipotesi omicidio colposo: cosa rischia il portiere Owono

(Adnkronos) - Quali saranno le conseguenze per Jesus Owono dopo la morte di Jesus De Miguel oggi, martedì 3 novembre? È questa la domanda che accompagna l'indagine avviata dalla polizia spagnola sul caso del calciatore spagnolo del Tenerife, deceduto dopo il violento scontro di gioco con il portiere dell'Andorra. Le possibili ripercussioni si dividono tra il piano sportivo e quello penale, con alcuni rischi per l'estremo difensore.  

Sul primo fronte, Owono potrebbe andare incontro a una squalifica pesante, compresa tra le otto e le dodici giornate. Molto meno scontato, invece, un eventuale procedimento giudiziario. L'inchiesta, che prende in considerazione l'ipotesi di omicidio colposo, è sotto supervisione giudiziaria, ma non è detto che si arrivi a un'imputazione. 

Jose Luis Sanchez-Jauregui, procuratore capo di Santa Cruz de Tenerife, in un'intervista all'agenzia Efe ha definito "molto difficile l'apertura di un procedimento penale". Il magistrato ha ricordato come, secondo una consolidata giurisprudenza della Corte Suprema spagnola, le lesioni provocate durante una competizione sportiva non siano generalmente punibili, a meno che non si verifichi un'aggressione ai danni di un altro giocatore a gioco fermo. Per chiarire la posizione del portiere sarà quindi necessario attendere il referto arbitrale e la valutazione del Comitato di disciplina sportiva. Spetterà a quest'ultimo stabilire se l'intervento possa essere considerato gioco pericoloso e, soprattutto, se ci sia stata da parte di Owono la volontà di provocare un danno all'avversario. 

Resta inoltre aperta la possibilità che i familiari di De Miguel presentino una denuncia nel caso in cui non condividano gli esiti degli accertamenti. Anche in questa eventualità, però, secondo, l'eventuale contestazione penale sarebbe riconducibile all'omicidio colposo per imprudenza non grave, dal momento che non emergerebbero elementi di intenzionalità. 

3 nov 2026

Tragico incidente sul Lago di Garda: si ribalta zattera con gru, morto un operaio a Malcesine

3 nov 2026

Menicucci (Pcm): "100esperte punta a uguaglianza sostanziale"

3 nov 2026

Stefanelli (100esperte): "Presenza esperte media salita al 30%, ma trasformazione lenta"

(Adnkronos) - "Per fare un bilancio dei primi dieci anni di attività di 100esperte parto da un dato positivo: in questo ultimo decennio le esperte convocate dai media sono passate dal 18% al 30%". 

Lo ha detto Barbara Stefanelli, condirettrice del Corriere della Sera e membro del Comitato scientifico 100esperte, all’evento ‘100esperte, dieci anni dopo: bilanci, mappe e nuove rotte’, organizzato a Milano, chiedendosi se "questa crescita del 12% debba essere celebrata come un grande successo, come un medio successo o come un dato che, tutto sommato, racconta un cambiamento che è lento? Personalmente propendo per la terza risposta". 

Stefanelli ha poi raccontato: "Dieci anni fa ero convinta che il cambiamento sarebbe stato più veloce, non solo perché era giusto, ma perché donne e uomini avrebbero visto quanto sia molto meglio vivere in un mondo più equo. Sono infatti convinta che l'equità rappresenti un motore di vite migliori, sia professionali che personali. Le cose non sono andate così come forse ci aspettavamo e oggi siamo entrati in una fase più critica e più lenta. Il movimento non è sicuramente una rivoluzione, ma è decisamente un’evoluzione. Abbiamo imparato dalla natura che non è detto che tutto debba essere graduale. La rivoluzione procede per balzi e io mi auguro, ancora adesso, che ci possa essere un balzo nel riconoscimento di quanto sia sensato fare spazio alle competenze femminile e, anche, ai desideri maschili che spesso vengono tenuti sottotraccia perché considerati non adeguati a un profilo di virilità che mi sembra ormai arrivato fuori tempo massimo". 

Per Stefanelli "siamo entrati in una fase di disorientamento generale, che riguarda anche le giovani generazioni. Credo quindi sia sempre più necessario concentrarsi sulla necessità della speranza. Probabilmente non riusciamo a essere ottimisti - l'ottimismo è un privilegio - ed esserlo a priori è un errore, soprattutto in un periodo di guerre, di crisi, di fatica, di ansia. Ma usare la speranza come una disciplina che ci aiuta a non perdere la fiducia credo sia giusto”. In conclusione un dato: “Il Corriere della Sera e Ipsos hanno svolto una ricerca nelle università milanesi, interrogando i ragazzi e le ragazze dai 16 ai 34 anni su che cosa provocasse loro più paura in questo momento. Ho trovato sbalorditivo che al primo posto ci fosse il fallimento e al secondo il futuro. Si tratta, a mio avviso, di un segno preoccupante sul quale dobbiamo lavorare. Ritengo - conclude - che questa sia una delle priorità assolute dell’azione pubblica e privata”. 

3 nov 2026

Ucraina, proteste e caos Kiev. Budanov smentisce torture ai disertori: "Una messa in scena"

(Adnkronos) - L'Ucraina alle prese con una controversa vicenda, tra accuse di torture da parte dei soldati e smentite delle autorità. L'episodio che anima i canali Telegram e trova ampio spazio anche sul Kyiv Independent, accanto alla cronaca relativa alla guerra, è avvenuto nella serata di ieri a Petropavlivska Borshchahivka, alla periferia di Kiev. Centinaia di cittadini si sono radunati nei pressi di un edificio anonimo, presidiato da soldati della Guardia Nazionale. Ad accendere la miccia, voci - che il Kyiv Independent definisce "non verificate" - secondo cui all'interno della struttura sarebbero stati trattenuti illegalmente diversi uomini. La situazione è rapidamente degenerata quando i manifestanti hanno iniziato a lanciare uova e oggetti contro gli agenti di polizia e i membri della Guardia Nazionale, che hanno reagito lanciando lacrimogeni e sparando colpi in aria. 

Il 1° Corpo della Guardia Nazionale 'Azov' e la polizia nazionale hanno smentito le accuse relative a detenzione illegale, torture o decessi all'interno dell'edificio. Secondo i militare, la struttura veniva utilizzata per ospitare in totale 17 uomini appena mobilitati - quindi recentemente arruolati - e militari in attesa di procedimenti relativi ad atti di diserzione e all'allontanamento non autorizzato dalla propria unità. In un clima rovente, sul posto è arrivato anche Kyrylo Budanov, capo dell'Ufficio del presidente Volodymyr Zelensky. 

Budanov ha, sostanzialmente, puntato il dito contro un'operazione di propaganda che ha prodotto una sorta di messa in scena. Ad innescare il caos, sarebbe stata la presenza di un'ambulanza, riconducibile ad una donna - identificata come Valentina Moloda - già nota alle autorità. "La donna si è travestita da paramedico e ha prenotato un'ambulanza in anticipo. Insieme all'autista, ha effettuato un sopralluogo della struttura almeno tre giorni prima dell'incidente", ha detto Budanov. Le indagini hanno appurato che la donna era in contatto con canali Telegram utilizzati come megafono nella vicenda. "Le motivazioni della donna sono ancora sconosciute: l'inchiesta sta cercando di stabilire se abbia agito per motivi personali, se cercasse di attirare l'attenzione su di sé o se sperasse di ottenere denaro", il resoconto della polizia. 

Budanov ha affermato che le persone che avevano realmente bisogno di assistenza medica - poche tra quelle presenti nell'edificio - sono ricoverate in ospedale. Gli eventi a Petropavlivska Borshchahivka sono inaccettabili per lo Stato e danneggiano l'unità degli ucraini, specialmente di fronte alla minaccia russa. Le forze dell'ordine e gli organi competenti stanno chiarendo tutti i dettagli per stabilire un quadro oggettivo e completo degli eventi, adottare le misure necessarie per perseguire i responsabili e prevenire il ripetersi di simili episodi in futuro. In questo momento stiamo elaborando tutte le decisioni necessarie con il blocco delle forze dell'ordine per una reazione adeguata e per prevenire provocazioni", le parole affidate ai social. "Esorto tutti gli ucraini a farsi sempre guidare dagli interessi della nazione e dello Stato nell'adozione di qualsiasi decisione e nella gestione di situazioni conflittuali. È noto con certezza che gli eventi di ieri non sono avvenuti senza influenze", aggiunge facendo riferimento ad una 'regia'. "Le persone specifiche e gli iniziativi di questi eventi saranno sicuramente identificati e puniti, così come verranno tratte le conclusioni all'interno delle strutture di sicurezza. La Procura Generale e gli organi competenti hanno già avviato un'indagine obiettiva". 

3 nov 2026

A Mestre chiude noto hotel, era base per borseggiatori: "Piaga per la nostra città"

(Adnkronos) - La questura di Venezia oggi ha messo i sigilli a un noto hotel di Mestre, considerato base logistica di borseggiatori appositamente in trasferta in laguna per mettere a segno i loro colpi ai danni di turisti e cittadini nel centro storico. Il provvedimento di sospensione della licenza, disposto dal questore Antonio Sbordone, arriva dopo un’accurata attività di analisi condotta dal personale della questura che più volte ha rintracciato nella struttura la presenza di borseggiatori già noti alle forze dell’ordine.  

“Un'operazione, quella di oggi della questura di Venezia, che dimostra quanto sia necessario contrastare questo fenomeno non soltanto intervenendo sui singoli reati, ma anche colpendo le reti e i luoghi che ne favoriscono la commissione”, ha detto oggi pomeriggio il sindaco di Venezia, Simone Venturini, commentando la chiusura di un hotel a Mestre (Venezia). Lodando il lavoro svolto in sinergia tra prefettura e tutte le forze dell’ordine, Venturini ha ricordato che da inizio 2026 il nucleo antiborseggio della Polizia locale veneziana ha intercettato 113 borseggiatori, 104 dei quali denunciati o arrestati. 

“Sono risultati che testimoniano un lavoro costante, nella consapevolezza che i borseggi rappresentano una piaga per la nostra città, per i residenti e per chi viene a visitarla. Una sfida che richiede l'impegno di tutti, attraverso un'azione quotidiana coordinata. Allo stesso tempo, confido in un aggiornamento delle norme che garantiscano certezza della pena e nuovi strumenti che permettano di stroncare alla radice il fenomeno", ha concluso Venturini. 

3 nov 2026

Cassano 'stronca' Sinner: "Antonelli è un talento, Jannik no: meglio Alcaraz"

3 nov 2026

Caso Garlasco, Procura di Pavia chiede processo per Andrea Sempio. "Convinto che sarà dimostrata la mia innocenza"

(Adnkronos) - La Procura di Pavia chiede il processo per Andrea Sempio indagato per l’omicidio aggravato dalla crudeltà e dai motivi abietti di Chiara Poggi, uccisa a Garlasco il 13 agosto 2007. Dopo la seconda chiusura indagini, le controdeduzioni dei legali, ora la decisione spetta al giudice per l’udienza preliminare. 

In particolare, secondo la ricostruzione della Procura di Pavia, “dopo una iniziale colluttazione, colpiva reiteratamente la vittima con un corpo contundente” al volto “facendola cadere a terra. A seguito di ciò, la trascinava al fine di condurla verso la porta di accesso alla cantina e, dopo che provava a reagire mettendosi carponi, la colpiva nuovamente con almeno 3-4 colpi” sempre alla testa “facendole perdere i sensi”, si legge nel comunicato firmato dal procuratore capo Fabio Napoleone.  

Quindi “spingeva il corpo della vittima facendolo scivolare lungo le scale che conducono in cantina” dove, “nonostante la stessa fosse già incosciente, la colpiva con almeno 4-5 colpi” determinando “gravi lesioni cranio encefaliche dalle quali derivava il decesso”. Un omicidio commesso “con l'aggravante di aver agito con crudeltà verso la vittima in considerazione dell'efferatezza dell'azione omicidiaria per il numero e l'entità delle ferite inferte alla vittima, di cui almeno 12 lesioni sul cranio e sul volto”. Un delitto aggravato anche dall'aver commesso il fatto per motivi abietti, riconducibili all'odio per la vittima a seguito del rifiuto del suo approccio sessuale”. 

"Sono pronto e sono convinto che sarà dimostrata la mia innocenza". E' il pensiero che Andrea Sempio fa trapelare tramite i suoi avvocati, i legali Angela Taccia e Liborio Cataliotti. 

"La richiesta di rinvio a giudizio nei confronti di Andrea Sempio era attesa e l'imputazione è conforme rispetto alle nostre previsioni sia per quello che concerne la dinamica del fatto sia per quanto riguarda le aggravanti. Siamo assolutamente pronti a fronteggiare queste imputazioni a partire dalle questioni processuali per passare attraverso le richieste di prove e infine il merito", afferma l'avvocato Cataliotti. 

“Non posso commentare le decisioni della magistratura, che è autonoma e indipendente; posso dire che a distanza di tanti anni, come potrebbe accadere per il caso di Pasolini che ho visto viene riaperto, è molto difficile recuperare tutte le prove che si sarebbero potute, forse dovute, ottenere subito. Comunque rispettiamo ovviamente le decisioni della magistratura”, ha detto il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, a margine di un convegno. “Possiamo anche capire il disagio però - ha proseguito - di entrambi i protagonisti: una persona che è stata condannata e ha espiato parecchi anni di prigione per una cosa per la quale invece oggi viene imputata una persona diversa a distanza di tanto tempo”. 

3 nov 2026

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